No a soluzioni populiste, sì a “forti politiche sociali ed ambientali” per combattere le disuguaglianze e far fronte al cambiamento climatico e all’esaurimento delle risorse naturali. È l’appello comune lanciato da 177 associazioni e sindacati in vista del prossimo vertice di Bratislava, per garantire che il progetto europeo recuperi la sua promessa di pace, democrazia e solidarietà. Secondo le sigle che hanno sottoscritto l’appello, promosso da Wwf, Concord (Confederazione europea delle ong per gli interventi umanitari e di sviluppo), European trade union confederation (Etuc) e European Youth Forum, l’Europa deve tornare a essere “per le persone, il pianeta e la prosperità per tutti”.

Per affrontare e risolvere l’attuale crisi di fiducia “dobbiamo tutti, leader, media e individui, farci sentire in ogni occasione e agire contro la divisione e l’emarginazione dei gruppi ‘diversi’ della società e contro coloro che approfittano delle paure per propri fini politici”, si legge nell’appello. “L’euroscetticismo e il nazionalismo, l’intolleranza e la disinformazione stanno vincendo sull’idea di cooperazione, umanità e solidarietà”. “L’Unione europea, che incarna la cooperazione e la collaborazione internazionale, ha bisogno di essere leader nel garantire uno sviluppo sostenibile e globale, nel promuovere i diritti umani, e nell’assicurare movimenti migratori dignitosi, in cui i rifugiati siano i benvenuti e tutti si sentano al sicuro”, prosegue il documento.

Altro punto al centro dell’appello: combattere per un’Europa sociale sostenibile per le persone e il pianeta, visione ben definita nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile. “Guidati da questo programma, le politiche economiche dell’Ue devono andare di pari passo con forti politiche sociali ed ambientali”, sottolineano i firmatari, che chiedono regole a tutela di lavoratori, consumatori, cittadini e del pianeta e politiche a sostegno della democrazia, del dialogo e dell’uguaglianza per migliorare le condizioni di vita di tutti. Impegnarsi per un’Europa migliore e non per meno Europa, è l’invito, che si contrappone alla tendenza a indebolire le istituzioni Ue e a ridurre le tutele per le persone e il pianeta.

“Le politiche economiche attuali di riduzione del deficit e aumento della ‘competitività‘ hanno promosso un’interpretazione troppo restrittiva della crescita”, si legge nel testo, in cui si chiedono invece iniziative europee in grado di offrire vantaggi tangibili alle persone e per riconquistarne la fiducia. “Questo include una nuova attenzione per l’uguaglianza e l’inclusione, un rilancio del modello sociale europeo che dia un lavoro dignitoso, posti di lavoro qualificati e migliori condizioni di vita, una forte tutela ambientale, azioni significative sul cambiamento climatico, ed uno sforzo comune per accogliere ed integrare i migranti“.

Le associazioni chiedono poi un maggiore e più attivo coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni che impattano sul futuro e sui temi che contano e “un dialogo autentico, democratico ed inclusivo sul futuro dell’Europa, e su come l’Ue possa fornire benefici tangibili per i cittadini europei”. “Noi – conclude l’appello – siamo pronti a svolgere un ruolo attivo in questo dialogo, e a lavorare ancora più duramente per sostenere la causa dei benefici che il lavoro comune ha portato finora ai cittadini europei, e dei valori sui quali questa Unione si fonda”.