Legno e acciaio, dai 40 agli 80 metri quadrati, senza pompe di calore. Sono le caratteristiche delle 850 casette che ospiteranno gli sfollati del terremoto che ha colpito il Centro Italia la notte del 24 agosto.  Per costruirle, come anticipato dal numero uno della Protezione Civile Fabrizio Curcio, ci vorranno almeno sette mesi. A realizzarle, sarà invece il Consorzio nazionale servizi di Bologna. Iscritto alla Legacoop, 192 cooperative associate in tutto il territorio nazionale e un fatturato che nel 2015 ha superato quota 720 milioni di euro, il Cns  si è aggiudicato il diritto di costruire le casette perché ha vinto una gara preventiva indetta dal Consip il 9 aprile del 2014 e conclusasi il 5 agosto 2015.

Nel frattempo, però, il nome del consorzio aveva già conquistato gli onori della cronaca, seppur giudiziaria: nel dicembre del 2014, infatti, il Cns finisce coinvolto in Mafia Capitale, l’inchiesta della procura di Roma che ha svelato l’esistenza dell’associazione criminale guidata da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. E proprio la cooperativa di quest’ultimo, la 29 giugno, è tra le associate del Cns, e lo stesso Buzzi  faceva parte del Consiglio di sorveglianza del consorzio. “Siamo rimasti esterrefatti. Come tutti, avevamo un’ottima considerazione di Buzzi”, disse Brenno Peterlini, presidente del consiglio di sorveglianza del Cns, nei giorni successivi agli arresti di Mafia capitale. Due gli appalti del consorzio bolognese finiti sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati: quello da 3 milioni di euro per le pulizie delle sedi del ministero del Lavoro a Roma, vinto dal Cns e quindi trasferito alla cooperativa 29 giugno di Buzzi. E poi quello con l’Ama, la municipalizzata che gestisce lo smaltimento rifiuti nella Capitale, commissariato dall’autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone.

Ed è per avere informazioni su un’altra gara d’appalto – sempre dell’Ama, da 21,5 milioni di euro in 4 lotti – che Buzzi chiama al telefono Paola Muraro, ex consulente della municipalizzata, da tre mesi nominata assessore all’Ambiente dalla sindaca di Roma Virginia Raggi. È il 20 settembre del 2013, sono le 17.08 di pomeriggio e gli investigatori annotano:”Salvatore Buzzi chiamava Paola Muraro di Ama spa”. Una telefonata in cui la Muraro, annotano sempre gli inquirenti, “gli riferiva che la richiesta di chiarimenti era stata inviata dal Cns di Bologna, ed entro il giorno dopo sarebbero dovuti arrivare i chiarimenti, dal momento che la busta B sarebbe stata aperta alle ore 13. Buzzi confermava dicendo che avrebbe avvisato subito”. E infatti tre minuti dopo il sodale di Carminati inviava un messaggio ad un suo collaboratore: “Avvisa Bologna richiesta partita ora”. In totale le telefonate tra Buzzi e Muraro sono tre e nessuna di queste è stata valutata come rilevante dalla procura di Roma. E adesso, superata la bufera legata a Mafia Capitale, al Cns spetterà il compito di non far sfigurare il governo, consegnando prima possibile le casette agli sfollati del terremoto.