La più grande opera pubblica che il Salento attende da 22 anni è stata piegata a “interessi di parte”. Lo ribadisce due volte l’Autorità nazionale anticorruzione, nella delibera finale che demolisce l’intero iter relativo al raddoppio della statale 275, circa 40 chilometri da rendere a quattro corsie tra Maglie e Santa Maria di Leuca. Un piatto troppo ricco, quello del progetto da 288 milioni di euro. E a non fare il proprio dovere, secondo Anac, sono stati tutti, ma proprio tutti gli enti responsabili, a cominciare da Anas. “A fronte dell’importanza dell’opera e dell’interesse pubblico alla sua realizzazione – è scritto nel provvedimento notificato in queste ore agli interessati – è emerso che il procedimento di attuazione ha mostrato tutti i suoi limiti in relazione agli ostacoli che di volta in volta si sono presentati, determinati dal prevalere di scelte dettate da interessi di parte e dalla mancanza di un adeguato coordinamento tra tutte le istituzioni coinvolte”. Ad aggiudicarsi i lavori è stato il Consorzio cooperative costruzioni di Bologna, che ha firmato il contratto ancora in piedi. Secondo il Consiglio di Stato, però, è il gruppo Matarrese l’unico a cui il mega appalto andava affidato. Una guerra tra colossi, senza fine. Ora, l’opera rischia di saltare, almeno per come è stata concepita fino a questo momento. Di chi è la responsabilità, adesso, è più chiaro. La ricostruzione dell’Anticorruzione, infatti, smentisce l’assunto per cui sono stati i gruppi ambientalisti locali, rimasti inascoltati per anni, a ingarbugliare un iter che, invece, era già abbastanza aggrovigliato.

LO SCHIAFFO AD ANAS – Il presidente Raffaele Cantone, che ha firmato il provvedimento, picchia duro: “Anas, soggetto aggiudicatore per conto della Regione Puglia, non si è mostrata all’altezza della gestione di tutto il procedimento tecnico-amministrativo, non contrastando adeguatamente gli interessi di parte che di volta in volta negli anni si sono manifestati”. Di più, afferma che “Anas non ha assunto quella reale posizione di superiorità a garanzia del perseguimento del preminente interesse pubblico sotteso alla realizzazione di un’opera attesa da decenni da una comunità locale, poi assurta ad opera di livello nazione. Ciò in contrasto con i fondamentali principi di economicità, efficacia, tempestività e correttezza”.

Anas, a suo avviso, si è macchiata di omissioni e violazioni: non ha verificato le procedure di affidamento ed esecuzione della progettazione; ha ammesso alla gara un’associazione temporanea d’imprese (Uniland Scarl Consorzio Stabile, a cui è subentrato Ccc di Bologna) che non aveva i requisiti ma è risultata l’aggiudicataria; ha nominato una commissione di gara che ha agito con “scarsa trasparenza” ed era fuori da ogni regola, non possedendo Anas alcun albo da cui poter attingere il nome dei commissari.

LE COLPE DEGLI ALTRI – Ne ha per tutti, l’Autorità Anticorruzione. In primis, per il Consorzio industriale Asi di Lecce, a cui Anas aveva affidato la progettazione della 275: sia nel 1994 che nel 2002, l’Asi ha girato il compito, senza alcuna procedura di evidenza pubblica, alla Pro.Sal., società che fa capo ad Angelo Sticchi Damiani, attuale presidente nazionale dell’Aci. Da un lato, i costi di progettazione sono continuamente lievitati; dall’altro, non sono stati svolti gli approfondimenti dovuti: il ritrovamento di due discariche di rifiuti tossici interrate lungo il tracciato è emblematico. Ciò comporta una revisione del progetto in termini tecnici ed economici e “non potranno essere sottaciute le eventuali responsabilità del progettista per non aver esattamente adempiuto alla prestazione contrattuale”.

Accusati anche il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, che non ha vigilato su Anas, e la Regione Puglia, che “a tutela dell’interesse pubblico” non ha messo in atto i suoi poteri di vigilanza, compreso quello di revoca del finanziamento accordato. Nelle 72 pagine di delibera, frutto di accertamenti e verifica delle controdeduzioni delle parti in causa, c’è spazio anche per la vicenda relativa alle polizze fideiussorie false presentate da Matarrese: non c’è dolo, anche il gruppo barese è stato vittima di truffa; tuttavia, c’è colpa grave – riconosce Anacpoiché Matarrese non ha vigilato sulla veridicità dei documenti presentati, pur avendo avuto avvisaglie di possibili criticità.

FUTURO INCERTO – Da un mese, nel Leccese, gli operai licenziati del gruppo Leadri (in ati con Ccc) occupano i margini della statale, chiedendo lo sblocco immediato dell’opera. Che però, mai come adesso, ha un futuro più che incerto. Ad agosto Anas ha dichiarato che avrebbe comunicato la sua soluzione entro l’estate. Anac mette i paletti: deve essere tenuto “in debito conto quanto messo in luce dall’Autorità”, considerando inoltre i fattori di rischio in termini di oneri aggiuntivi e possibili richieste di risarcimento danno. Di certo, comunque, afferma l’Anticorruzione, “il progetto definitivo posto a base di gara può non essere più attuale” e a distanza di quindici anni “occorre verificare l’attualità delle scelte progettuali” prima di confermare o meno il dimensionamento della nuova infrastruttura.