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La storia della famiglia Guidobono Cavalchini, gli artigiani del riso Carnaroli e Artemide

Riso Buono. Nulla d’aggiungere. In uno degli aggettivi più semplici al mondo, c’è tutta l’essenza del prodotto di Cristina Cavalchini. Viste le origini romane, nei ricordi della sua infanzia c’è sempre stata la pasta, grande protagonista in tavola. Poi, a trentacinque anni, l’innamoramento per il chicco nel piatto.

Il riso prodotto a Casalbeltrame, sulle rive della Sesia, nella tenuta La Mondina, si basa su una tradizione che viene da lontano, iniziata sul finire del XVII secolo. In quel periodo la nobile famiglia dei Gautieri, lasciata la contea di Nizza, venne a stabilirsi in Piemonte, portando importanti ristrutturazioni nei metodi d’irrigazione e di coltivazione. Una tradizione continuata dai marchesi Cuttica di Cassine e, attualmente, dai baroni Guidobono Cavalchini.

Riso Buono viene prodotto in due varietà: Carnaroli (invecchiato un anno da grezzo) e Artemide, derivato dall’incrocio tra il riso Venere e quello di Indica.

La semina avviene a maggio, la raccolta a ottobre. Infine i chicchi vengono puliti e sbiancati a pietra come si faceva una volta. In questo modo i valori organolettici non si perdono e il prodotto rimane integro dopo la cottura.

Nella produzione del riso la tecnologia ha migliorato moltissimo le cose, anche se ha cancellato la magia di un tempo. Non esistono più infatti le distese d’acqua con le mondine che, tra una canzone e l’altra, chinate raccolgono il riso. Ora nei campi ci sono per lo più macchine. “Noi però non vogliamo rompere del tutto l’incantesimo- spiega Cristina Cavalchini- ancora oggi facciamo pulire la parte finale del raccolto alle mondine”.

Così, in un gesto semplice, vengono mantenute le tradizioni. La passione, l’importanza della terra e il sorriso sul viso. Ogni chicco contiene questo e nel piatto lo si sente.

FOODHEROES è una produzione Foodscovery - Foodquote Srl © tutti i diritti riservati. Riprese: Danny Christensen, Lorenzo Montanari. Assistente Riprese: Enrica Romagnoli. Montaggio: Gianluigi Carella. Foto: Danny Christensen, Claudia Flores. Direttore progetto: Alessandro Lombardo.
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