Come non detto. Nonostante le polemiche, Gigi D’Alessio parteciperà comunque alla festa del Pd a Torino. Ad annunciarlo è il senatore dem Stefano Esposito, che su twitter ha scritto: “Ho appena parlato con Gigi D’Alessio, questa sera sarà alla Festa de l’Unità di Torino #graziegigi”.  “Ho parlato personalmente con l’artista spiegandogli che nel partito torinese non c’è stata nessuna sollevazione popolare contro di lui e che il Pd non ha mai revocato l’invito. L’ho pregato di ripensarci e lui ha accettato. Siamo pronti ad accoglierlo con spirito costruttivo e ansiosi di avere il suo contributo a un dibattito su un tema importante”, ha quindi confermato il segretario del Pd di Torino Fabrizio Morri.

La presenza del cantautore pop alla festa di dem ha praticamente spaccato il Pd torinese, dopo che il Corriere della Sera aveva raccontato dei 25 milioni di euro di debiti accumulati da D’Alessio. Ed è per questo motivo che il vicepresidente del partito, Raffaele Bianco, ex portaborse dello stesso Esposito, aveva chiesto ai suoi di revocare l’invito al cantante napoletano, atteso per un incontro sui diritti d’autore nell’industria discografica. “D’Alessio – ha scritto il vicepresidente dem sul suo blog – sembrerebbe infatti coinvolto in vicende di pignoramenti, debiti, libretti auto falsi, transazioni poco limpide, ipoteche ed azioni giudiziarie varie”.

Una richiesta che aveva fatto scatenare il caos nei ranghi del Pd torinese. “Bianco non si è neanche fatto vedere alla festa,  riservi la sua indignazione per problemi più seri invece di tentare di fare dei danni al partito”, dice il segretario dem Morri, La richiesta di annullare l’invito a D’Alessio, però, ha addirittura provocato le dimissioni di Saverio Mazza, responsabile dell’organizzazione della festa dem nel capoluogo piemontese. “La questione D’Alessio – scrive su facebook Mazza  – è la rappresentazione plastica di come alcuni intendono il Pd. Da una parte chi fa o si sforza di fare, bene o male, con pregi e difetti, e chi pontifica e dispensa giudizi sentendosi come Gesù nel tempio e gioca a smontare e sfasciare utilizzando un’etichetta che manco è prevista da Statuto. Non è tanto per me la delusione ma per per lo schiaffo a decine e decine di militanti che si stanno dando da fare con passione e dedizione. Ce l’ho messa tutta, davvero, è avvilente far politica così. È un gioco al massacro…la missione è ammazzare il Pd. Io non ci sto”. Dimissioni, quelle di Mazza, che sono state rispedite al mittente dal segretario dem. “Lui – dice Morri – non ha sbagliato nulla. Ho piena fiducia in lui e gli ho già comunicato a voce che le sue dimissioni non solo le respingo ma non le ritengo neanche esaminabili”. Le porte della festa del Pd, dunque, attendono di essere varcate dal cantante partenopeo.