Qualche giorno fa, l’ormai noto Gianluca Vacchi (famoso per essere famoso) ha condiviso sul suo seguitissimo profilo instagram una foto scattata nella stanza di una clinica svizzera, dove il viveur per eccellenza di questi tempi balordi era ricoverato per un non meglio precisato “problema di salute”. Scatto in posa, ça va sans dire, perché va bene la misteriosa convalescenza, ma lo stile è stile sempre e comunque. Vestaglia chic con tanto di fazzoletto nel taschino, braccia conserte, petto nudo e sguardo maliardo, nonostante la salute traballante.

Non deve essere stato nulla di grave, per fortuna, visto che il Nostro solo poche ore dopo, con la farfalla per le flebo ancora in bella vista, pubblicava un’immagine che lo vedeva intento a mangiare una pizza enorme, grazie a un “permesso speciale”. E se nei giorni seguenti il Vacchi si era limitato a pubblicare istantanee di settimane prima, giusto per non tenere a bocca asciutta i milioni di follower, giusto ieri era arrivato lo scatto che aggiorna sulla situazione, con “l’imprenditore” bolognese al fianco della fidanzata Giorgia Gabriele in automobile, mentre si dirige verso l’Eremita, la sfarzosa residenza emiliana dove adesso sta riposando le stanche ma fisicate membra dopo l’intoppo medico.

L’arrivo all’Eremita sembra l’arrivo di una star mondiale chissà dove, visto che Vacchi è arrivato in elicottero, mentre la sua buffa corte (domestici in livrea, amici, collaboratori, nani e ballerine) lo attendeva come un re. Nel breve video, sempre diffuso via Instagram, le note di Beautiful day degli U2 fa da sfondo al ritorno a casa dell’eroe acciaccato, che nelle ore successive ha pubblicato altre due foto, sempre in vestaglia, in pose plastiche e supercool (almeno secondo lui).

Sta meglio, dunque, l’eroe mondano di quest’estate, anche se il vero motivo del ricovero in Svizzera non è stato svelato. Magari è stato solo un momento di defaillance di un uomo che, alle soglie dei 50 anni, vive una vita che più spericolata non si può, dai ritmi indiavolati, con orari da animale notturno, tra feste e champagne, donne e vacanze. Si stancherà anche lui, insomma, perché i soldi magari un po’ di felicità la danno pure, ma l’immunità totale da malanni e stanchezza no, nossignore.

Il ricovero, il mistero sul motivo, il ritorno trionfale: tutti ingredienti perfetti per chiudere in bellezza (mediaticamente, si intende) un’estate vissuta da assoluto protagonista del gossip e dei social. E in realtà Gianluca Vacchi non ha fatto un beneamato nulla, per conquistare le home dei siti e i post su Facebook e Twitter di migliaia di persone. Ha fatto il Gianluca Vacchi, niente di più e niente di meno: ha mostrato a milioni di follower il suo stile di vita sfarzoso, le sue automobili di lusso, le barche superaccessoriate, le splendide donne di cui si circonda, gli amici di sempre che gli fanno da corte dei miracoli e si godono le sue faraoniche ricchezze.

E noi, tutti noi, volenti o nolenti lo abbiamo seguito, ne abbiamo scritto e parlato, perché per il “popolo del web”, quello che in realtà non esiste ma pretende comunque che gli venga dato quello che chiede, Gianluca Vacchi è stato IL personaggio dell’estate (magari in coabitazione con il ben più simpatico Fabio Rovazzi). Vacchi è la risposta “fluida” e all’italiana di fenomeni americani come Kim Kardashian e Dan Bilzerian. Molto diversi tra loro, la Kardashian e Bilzerian sono accomunati da una fama globale senza un reale motivo e dalla capacità di muovere milioni di persone sul web e sui social network. E Vacchi, con il suo essere influencer “d’alto bordo”, maestro di gusto e di stile (cafonal anzichenò), è noto per lo stesso (assente) motivo. È famoso per essere famoso, e tanto basta all’opinione pubblica dei giorni nostri. Il malore miserioso, dicevamo, è la perfetta chiusura per la sceneggiatura dell’estate vacchiana. Un’estate che per noi magari è già finita, ma per lui, c’è da giurarlo, durerà ancora tanti mesi. In fondo, chi ha tanti soldi e tanto tempo libero può inseguire il sole in giro per il globo dodici mesi l’anno. E noi qui, volenti o nolenti, continueremo a seguirlo.