Una nuova vittima del terremoto è stata individuata. I Vigili del Fuoco ne hanno avvistato il cadavere tra le macerie di un’abitazione di Casale, piccola frazione a metà strada tra Amatrice e Accumoli. Il corpo della 295esima vittima del sisma del 24 agosto scorso, non è stato ancora recuperato.

Intanto, una delle vittime del crollo dell’Hotel Roma, distrutto dalla scossa del 24 agosto scorso, è stata identificata. Si tratta di Guerino Pierelli, pensionato 75enne residente a Jesi, in provincia di Ancona. I primi indizi per il riconoscimento erano arrivati giovedì, grazie ad una catenina e al pigiama indossato dall’uomo. Oggi, gli esami del Dna hanno fugato ogni dubbio, togliendo ai famigliari la speranza finora mai abbandonata di rivederlo vivo. Inutile, dunque, anche l’appello lanciato nei giorni scorsi alla trasmissione Chi l’ha visto?. La moglie della vittima, Cesarina Silvi, si trovava con lui al momento della scossa delle 3:36, ed era stata estratta dalle macerie poche ore dopo la scossa, per poi essere ricoverata all’ospedale dell’Aquila. I due erano ad Amatrice in vacanza. La salma del pensionato verrà portata a Jesi domani mattina, presso la camera ardente dell’ospedale Carlo Urbani. I funerali saranno celebrati domenica nella chiesa di San Francesco.

Dalle macerie di un’altra frazione di Amatrice, San Lorenzo a Flaiano, è stato invece estratto vivo un cane. Romeo, un golden retriever, è stato salvato dal nucleo di Vigili del Fuoco di La Spezia. Era rimasto intrappolato tra i detriti della casa dei suoi proprietari, una coppia di coniugi che si erano ormai rassegnati alla morte dell’animale. Accompagnati dai Vigili a recuperare alcuni effetti personali tra i resti della loro abitazione, hanno invece scoperto che Romeo ce l’aveva fatta. Sentite le voci dei suoi padroni, il cane ha cominciato ad abbaiare. A quel punto sono scattate le operazioni di soccorso. “Abbiamo subito iniziato a rimuovere le macerie – racconta un vigile intervenuto – seguendo i suoi lamenti. Incredibilmente, era in buone condizioni. Fortunatamente alcune travi hanno retto il peso dei detriti, riservando a Romeo una nicchia che gli ha permesso di sopravvivere”. Poi la forza del cane ha fatto il resto, consentendogli di rimanere in vita senza mangiare e bere per dieci giorni.