Roberta Vinci c’è, Andreas Seppi non più (ma l’eliminazione dell’altoatesino contro Rafa Nadal era quasi scontata). L’Italia sorride allo Us Open 2016 per la vittoria della giocatrice tarantina, già finalista lo scorso anno, e per un dato in controtendenza nel grigiore dell’annus horribilis per il nostro tennis: con Vinci (già al terzo), Fognini, Giannessi e Lorenzi, era dal lontano 1992 che non c’erano quattro azzurri al secondo turno a Flushing Meadows. Certo, con quali speranze di avanzare ancora dovrà dirlo il campo: già nella notte, con l’atteso match tra Fognini e Ferrer.

VINCI ISPIRATA – L’aria degli Stati Uniti, evidentemente, fa bene a Robertina Vinci. Che qui l’anno scorso ha vissuto il momento più alto della sua carriera, e sempre qui oggi sembra aver ritrovato il suo tennis. La vice-campionessa in carica non ha avuto alcuna difficoltà in un match contro la padrona di casa McHale che invece avrebbe potuto riservarle più di un’insidia: 6-1 6-3 il punteggio finale in nemmeno un’ora di gioco. Il primo set non ha avuto storia, l’azzurra ha sofferto un momento solo nel secondo, quando sul 3-2 per l’americana ha dovuto salvare una palla break, l’unica concessa in tutto l’incontro, prima di strappare il servizio decisivo all’avversaria nel turno successivo. Una prova di forza che lascia ben sperare anche nel prosieguo del torneo: al terzo turno ci sarà la tedesca Witthoeft, che ha eliminato a sorpresa la Putintseva (altra ottima notizia per l’azzurra, poi eventualmente negli ottavi Cibulkova. Arrivare almeno ai quarti di finale non sembra impossibile.

FUORI SEPPI, ELIMINATO RAONIC – È finita presto, invece, la corsa di Andrea Seppi, che ha trovato sul suo cammino un ostacolo troppo grande già al secondo turno: Rafa Nadal, che lo aveva appena battuto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 e non gli ha lasciato scampo neppure a Flushing Meadows. Netta la superiorità del maiorchino, addirittura imbarazzante nel primo set finito 6-0. L’italiano si è ripreso nel secondo, ceduto con un pizzico di rimpianto per 7-5, dopo aver strappato (inutilmente) due volte il servizio all’avversario. Persa quest’unica opportunità, Seppi si è arreso 6-1 al terzo. Avanza Nadal, dunque, in un tabellone maschile che continua a riservare sorpresa: dopo l’eliminazione di Gasquet, va fuori clamorosamente anche Milos Raonic, finalista a Wimbledon a luglio, battuto senza appello (6-7 7-5 7-5 6-1) dall’americano Ryan Harrison, addirittura n.120 del ranking. A dimostrazione che la finale a Londra rischia di esser stata il punto più alto della carriera del bombardiere canadese (già mollato anche dal suo coach McEnroe). Tutto tranquillo, invece, sugli altri campi, con successi più o meno agevoli per Tsonga (6-4 3-6 6-3 6-4 su Duckworth), Cilic (6-1 6-2 6-3 a Stakhovsky), Isner e Monfils. Ancor più facile per Novak Djokovic, che si è evitato l’incrocio con un cliente scomodo come Vesely (ritirato per infortunio) e si ritrova al terzo turno (contro Youzhny) senza neppure giocare.

RITOCCA A FOGNINI – Nel pomeriggio tornano in campo i big ed in particolare alcuni dei nomi più attesi di quest’edizione: sul centrale Andy Murray non dovrebbe fare troppa fatica contro lo spagnolo Granollers, più interessante la sfida tra Johnson (attualmente n.1 americano) e Juan Martin Del Potro, con lo statunitense che alla vigilia ha molto polemizzato sulla wild-card concessa all’argentino (forse proprio per timore di quest’incrocio al secondo turno). Poi, nella notte italiana, fari puntati sugli azzurri: Fabio Fognini, dopo l’impresa show col russo Gabashvili, se la vedrà con David Ferrer, spagnolo che lo ha quasi sempre battuto in carriera ma che non è più quello di un tempo. Quasi impossibile, invece, il compito del debuttante Giannessi, opposto alla testa di serie n.3 Stan Wawrinka.

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