A Patrizia, cieca accompagnata da cane guida, è stato vietato il pernottamento in un hotel di Rimini perché aveva il suo “indispensabile compagno di libertà” e le regole dell’albergo vietano l’ingresso di animali. A quel punto la donna si rivolge all’associazione per il Cane Guida di Blindsight Project, che tutela e difende i diritti delle persone con disabilità sensoriali, raccontando quanto le è successo. Simona Zanella, la responsabile nazionale della Onlus, segnala a Federalberghi Rimini l’episodio che ha “visto respingere e negare l’accesso da un albergo della vostra città”. “Ciò che, in questo caso, ci ha lasciati davvero senza parole è che il direttore di questo albergo non ha rifiutato il cane guida, e quindi la signora che esso accompagnava, non per ignoranza della legge, ma per prepotenza, quindi anche dopo che la stessa signora in questione lo aveva informato”. “La legge esiste ma non ho l’obbligo di rispettarla”, questo ha detto il direttore dell’albergo. “Non volevamo credere a ciò che abbiamo letto e che ci è stato riferito – ha detto Zanella a Ilfattoquotidiano.it.

Confindustria Alberghi: “Inaccettabile, rispettare la legge” – “La signora cieca con cane guida discriminata ha preferito non chiamare, come era in suo diritto, le forze dell’Ordine per far rispettare la legge, probabilmente troppo scossa, e ha cambiato struttura per la sua vacanza”. Ma la responsabile nazionale di Cane Guida di Blindsight Project si è rivolta a Federalberghi Rimini per denunciare quanto avvenuto. La risposta è arrivata dal Presidente dell’Associazione italiana Confindustria Alberghi, Giorgio Palmucci, che ha giudicato “la risposta del titolare dell’hotel da Lei riportata e anche le dichiarazioni inviate da questi signori ai giornali sono inaccettabili e ingiustificabili. Le leggi vanno applicate e non ci sono scuse di sorta”. Palmucci ha precisato che “da parte nostra continueremo a sostenere le vostre battaglie e a ricordare sempre ai nostri associati come ci si deve comportare aldilà degli obblighi di legge”.