Risparmi via dalle banche e nascosti in casa, in una cassaforte o dentro l’armadio della nonna. Non è cronaca da una periferia depressa, né la trama di un film di Totò, ma un trend sempre più diffuso tra i risparmiatori tedeschi. La sfiducia nelle banche è talmente diffusa che anche in Germania i cittadini hanno recuperato l’antica abitudine di conservare i beni di valore nei posti meno raggiungibili delle proprie abitazioni. La tendenza è dimostrata chiaramente da un dato: il raddoppio delle vendite di casseforti casalinghe.

“Riporre i soldi in banca non paga e vieni pure tassato”, dice Uwe Wiese, pensionato 82enne che ha acquistato una cassaforte inespugnabile per nascondere circa 53mila euro di risparmi. In particolare, la scelta di conservare il cash sotto il materasso è dovuta al timore che le banche facciano ricadere sui correntisti il costo dei tassi di deposito negativi per rivitalizzare l’inflazione. Lo spauracchio è che a breve tutte le banche inizino ad imporre tassi d’interesse negativi, com’è già successo nel piccolo comune di Gmund. Qui, nel cuore della Baviera, una banca cooperativa, la Raiffeisenbank, si riserva di addebitare ai propri clienti lo 0,4% in più sui depositi superiori a 100mila euro, a partire dal primo settembre. Si tratta di 140 clienti con risparmi totali pari a circa 40 milioni.

Burg-Waechter KG, il più grande produttore tedesco del prodotto, nel primo semestre dell’anno ha registrato un balzo del 25% delle vendite di casseforti casalinghe su base annua, sulla scia di un domanda “significativamente più alta da parte dei privati, principalmente in Germania” spiega il capo delle vendite Dietmar Schake, citato dal Wall Street Journal. Forti rialzi anche per i concorrenti Format Tresorbau GmbHHartmann Tresore. “Se una banca mi dice che devo pagare gli interessi sul mio deposito mi prendo i miei 50mila euro, li metto sotto il cuscino o compro una cassetta di sicurezza”, afferma Dagmar Metzger, imprenditore 53enne di Monaco di Baviera. “E’ assurdo dover pagare per risparmiare”, attacca Marlene Marek, 58 anni, proprietaria di un bistrot a Francoforte. Del resto, secondo un sondaggio della Bundesbank del 2014, in Germania il legame con il contante resta saldo: circa l’80% delle transazioni al dettaglio avviene in questo modo, quasi il doppio del tasso Usa al 46 per cento.