Lunedì 29 agosto alle 21.10 su Rai 3 riparte il nuovo ciclo di ‘Presa Diretta‘. Riccardo Iacona racconta al fattoquotidiano.it cosa vedranno i telespettatori nella prima puntata: “Cominceremo con una pagina dedicata al terremoto perché è troppo importante anche per il destino delle persone che sono state colpite, cercare di capire cosa si sta facendo, dopo la fase di emergenza sul tema della ricostruzione, perché abbiamo storie del nostro recente passato, che non ci fanno essere molto ottimisti” e poi – sempre nel corso della prima puntata – andrà in onda “la prima lunga ed approfondita inchiesta sull’omicidio di Giulio Regeni, nella quale metteremo assieme i fili di una storia incredibile, che possiamo chiamare di un omicidio di Stato per come s’intreccia con le questioni interne dell’Egitto. Inchiesta con vere e proprie esclusive: parleranno per la prima volta i genitori di Giulio, ma anche alcune fonti che dicono di sapere chi sono mandanti ed esecutori dell’omicidio di Regeni e lo dicono per la prima volta in televisione: una fra tutte l’ex colonnello della polizia egiziana, scappato negli Stati Uniti”.

E poi il viaggio nell’Isis; il rapporto tra intelligenza artificiale e lavori tradizionali; i tagli dei fondi al mondo della conoscenza nel nostro Paese “un tema a cui tengo moltissimo” dice Iacona e un approfondimento sull’accordo tra Unione Europea e Turchia e cosa sta accadendo nelle nostre strutture di accoglienza con l’arrivo dei migranti, saranno i temi delle puntate successive.
Iacona garantisce che la parola d’ordine di questa nuova stagione sarà: “approfondimento: il nostro intento è quello di aumentare la qualità del nostro racconto giornalistico, perché per andare a cercare le risposte alle grande questioni della sicurezza, del terrorismo e della crisi economica, non ci possiamo accontentare del racconto della cronaca”.

Oggi la rete promuove la fruizione di contenuti (video e testi) sempre più brevi che scoraggiano l’approfondimento: come vedi il futuro del giornalismo e in particolare del giornalismo d’inchiesta? “Noi siamo circondati da una nube d’informazione, attraverso internet e le app, da impulsi continui ma il numero delle informazioni che ci arriva non è direttamente proporzionale alla comprensione di ciò che ci sta accadendo, quindi il ruolo dei giornalisti è ancora molto importante e soprattutto per quelli che non hanno paura della dimensione del tempo: per i quali il tempo è una risorsa così da poter raggiungere dei risultati con i quali si apprezzano meglio anche le storie del momento”.