Il terremoto del Belice? “Paghiamo ancora le tasse per quei terremotati quasi 50 anni dopo”. Il perenne rischio sismico del nostro Paese? “Ci sono state commissioni d’inchiesta e tante parole”. Gli edifici dello Stato che ad Amatrice ed Accumoli sono stati i primi a crollare? “Il simbolo di una nazione che non riesce a seguire le regole”. E poi il pericolo d’infiltrazione della criminalità organizzata nei lavori di ricostruzione dei centri distrutti dal sisma. Parola del presidente del Senato, Pietro Grasso, che ieri ha visitato i luoghi colpiti dal terremoto della notte del 24 agosto, partecipando ai funerali di Stato delle vittime e incontrando i sopravvissuti.”Non è possibile continuare con queste cose. Noi abbiamo avuto il Belice, io ero un ragazzo ma ancora paghiamo le accise per quei terremotati. Ci sono state commissioni d’inchiesta e tante parole. Abbiamo avuto l’Irpinia. Poi l’Aquila. Ma se poi i primi a cadere sono gli edifici simbolo dello Stato, la scuola, l’ospedale, la caserma dei carabinieri, vuol dire che siamo un Paese generoso nella solidarietà, ma non siamo in grado di seguire le regole”, si è lamentato l’ex procuratore Antimafia, citato dal Corriere della Sera.

Per Grasso, infatti, “la prima grande opera pubblica è mettere in sicurezza il Paese” e i controlli “vanno avviati per tempo senza aspettare le indagini“. Il rischio è che “quando i riflettori si spengono sul terremoto, possono esserci imprenditori tentati di diventare criminali e criminali che possono diventare imprenditori”. Il presidente di Palazzo Madama, poi, avverte: “Se verranno accertate responsabilità di qualche imprenditore, questi non avrà più diritto di esercitare l’attività”. Sul terremoto di Lazio e Marche, sono state aperte due inchieste della procura di Rieti e Ascoli che puntano ad accertare se i crolli degli edifici si sono verificati soltanto a causa della forza del terremoto oppure da costruzioni fatte male, con materiali scadenti, cattive progettazioni ed eventuali speculazioni sul cemento. I magistrati, però, hanno spiegato che vigileranno anche sugli appalti della ricostruzione.

Lavori sui quali anche Franco Roberti, procuratore nazionale Antimafia, ha puntato i riflettori.”I rischi di infiltrazione sono sempre alti. La ricostruzione post terremoto è storicamente il boccone ghiotto di consorterie criminali e comitati d’affari collusi. Però va detto che abbiamo alle spalle gruppi di contrasto consolidati, esperienza, attività importanti. E abbiamo il modello dell’Aquila, che ha funzionato. Siamo pronti”, ha assicurato il numero uno della Dna, intervistato da un quotidiano. Anche Roberti, come Grasso, ha poi posto l’accento sul fatto che anche gli edifici dello Stato siano stati rasi al suolo dal sisma. “Senza voler minimamente affrettare giudizi – ha detto vedo che anche qui nel 2016 sono tanti gli edifici sbriciolati, anche pubblici. Troppi. L’esperienza e le acquisizioni scientifiche e giudiziarie ci dicono che se una casa è costruita bene, se sono state rispettate le norme antisismiche, di fronte a un evento drammatico quel corpo di fabbrica può lesionarsi, incrinarsi, ma non può polverizzarsi e implodere. Ecco perché, senza azzardare previsioni, immagino ci sia molto da approfondire“.