“Dobbiamo imparare a dialogare con la natura e a non provocarla indebitamente”. Con queste parole il vescovo di Ascoli Piceno, Giovanni D’Ercole ha concluso la sua omelia in occasione dei funerali di Stato delle vittime marchigiane del terremoto del 24 agosto. Davanti ai feretri, ai familiari  e alle autorità (presenti tra gli altri Sergio Mattarella, Pietro Grasso, Laura Boldrini e Matteo Renzi) dall’altare sono stati poi letti i nomi dei 50 marchigiani morti nei crolli dovuti al sisma, che mercoledì notte ha fatto in tutto quasi 300 vittime tra Lazio e Marche e quasi 300 feriti. Durante la cerimonia è arrivata inoltre la notizia della morte in ospedale di un altro ferito. Alla fine della funzione le prime 4 cariche dello Stato si sono fermate a salutare uno per uno i familiari dei defunti, fermi intorno alle bare