“Una storia come un’altra, il tentativo di descrivere una vita che non ha niente di straordinario”. Così Antonio Emma, operaio metalmeccanico e militante sindacale di Marianella (Napoli), spiega nel suo primo lungo racconto, Libri maltrattati, [erre] edizioni, la scelta di narrare la storia della sua vita.

libri maltrattati

I ricordi dell’infanzia a Portici in pieno dopogurra, le prime esperienze sessuali, le prime letture, l’amore per il calcio, il dolore per la perdita dei genitori, l’angosciante arrivo in una periferia abbandonata e desolata, l’incontro con Maria, l’amore della sua vita, la leva, il sessantotto e le lotte all’interno della fabbrica, la depressione e infine la rinascita. Perchè come Montale e qualsiasi uomo, che ha scelto di tuffarsi a capofitto nelle propria esistenza, anche Antonio Emma spesso il male di vivere ha incontrato.

A Emma interessa “l’ordinarietà di una vita qualunque”, che diventa speciale mentre la leggiamo, dal momento che risulta impossibile non riconoscersi e non condividere i pensieri e le emozioni del protagonista. Non a caso l’uomo è fatto di narrazioni, senza di esse l’umanità non sarebbe nulla. Il racconto è la terra su cui nascono le comunità, le storie ci mettono in relazione con gli altri, con il mondo e con il tempo. E Libri maltrattati ci dà la possibilità di crescere nella grande famiglia umana. Con la prefazione del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, Libri maltrattati è la prima pubblicazione di [erre] edizioni, la neonata casa editrice dell’associazione (R)esistenza anticamorra, che ancora una volta parte dalla periferia nord di Napoli per narrare le storie di chi non ha voce e dare al futuro le possenti radici della memoria.

Un racconto catartico sia per l’autore, che ha combattuto con la malattia dell’anima, la depressione, sia per chi legge perché con la forza di una scrittura asciutta e diretta Emma ci ricorda la bellezza di ogni storia.

Il libro è acquistabile solo sul sito www.scampiaresiste.it

I proventi di tutti i lavori editoriali di [erre] edizioni sono completamente destinati alla ristrutturazione dell’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” a Scampia e ai progetti di inserimento lavorativo individualizzato dei detenuti affidati all’associazione (R)esistenza anticamorra.