Una vacanza al mare non è completa senza un po’ di sabbia nei pneumatici, e viaggiare con l’auto sulla battigia può essere una cosa meravigliosa: secondo il sito della BBC, infatti, un’escursione di questo genere può costituire persino il punto culminante nella vita di un viaggiatore. Per lo scopo, provvede ad illustrare le migliori aree possibili da esplorare su quattro ruote: naturalmente, viene precisato, si intendono luoghi naturali del litorale che sarebbero altrimenti inaccessibili, che per questo richiedono attenzione ed anche tecnica di guida off-road. Restano molte, in realtà, le ragioni per evitare la guida sulla sabbia: vi affondano le ruote, per cominciare, poi ci sono le maree e per questioni di impatto ambientale in pochi luoghi è legalmente consentito. Eppure, prosegue la BBC, si sono luoghi che assolutamente meritano una “visita” al volante. Eccoli.

Corolla, North Carolina, Stati Uniti. Questa spiaggia notoriamente ospita i cavalli selvaggi Corolla, che discendono dai Mustang utilizzati dagli esploratori spagnoli. Qui, un 4×4 adeguatamente attrezzato può permettere di trascorrervi una giornata entusiasmante seguendo i branchi fino all’estremità nord dei famosi Outer Banks. Corova, a nord, è anche un po’ più isolata, anche se i cavalli sono meno presenti. Con i necessari permessi, per la maggior parte dei mesi “non bikini” ci sono numerose aree da percorrere al volante.

Fraser Coast, Queensland, Australia. Lo chiamano il Great Beach Drive, e questo è più di una semplice manovra di marketing: si tratta di un’autentica avventura che si snoda attraverso 46 km di spiaggia, costituendo in realtà una scorciatoia tra le regioni di Noosa e Maryborough altrimenti collegate da 160 km di strada asfaltata. Il percorso lungo la spiaggia vi richiederà più tempo, dovendo tra l’altro fare attenzione anche alle alte maree e ammirare le balene in migrazione, al pari di tutte le altre bellezze naturali incluse nelle Riserve della Biosfera dell’UNESCO.

Muzhappilangad, Kerala, India. Questa è in realtà un’escursione in automobile su una spiaggia non un gran che estesa – si tratta di soli 5 km –, ma avviene su quella che parecchi hanno indicato come la battigia più bella dell’India: una mezzaluna protetta da gigantesche rocce nere che mantengono la risacca del mare molto dolce. Questo è un bene, perché tutti i tipi di veicoli a motore possono condividere le corsie acquose: più di frequente si incontrano famiglie locali in SUV, appassionati di “drifting”, giovani motociclisti locali che adorano stare tra onde e sabbia.

Padre Island, Texas, Stati Uniti d’America. È il più lungo tratto di spiaggia non attrezzata negli Stati Uniti, e poiché il Texas considera tutte le spiagge strade pubbliche, può anche essere considerata il più lungo tratto di autostrada privo di un punto vendita… Starbucks. Per quasi 100 km della sua lunghezza totale di 110 km, il Padre Island National Seashore consente il traffico di veicoli sulla spiaggia di fianco al Golfo del Messico solitamente quieto, dove i guidatori più intraprendenti possono persino buttare un occhio per cercare di individuare specie marine rare e minacciate oppure antichi tesori persi dai galeoni spagnoli. Assicurarsi di indossare la cintura di sicurezza: questa è una strada pubblica a tutti gli effetti e viene applicata la legislazione relativa alla nomale circolazione stradale.

Da Natal a Fortaleza, Brasile. Con oltre 700 km e più di 90 spiagge, questo viaggio può durare tre giorni o tre mesi, a seconda di quanto vi piace il campeggio tra città di pescatori, imponenti dune di sabbia e baie pittoresche. È possibile noleggiare una “dune buggy” per viaggi brevi, oppure venire con il proprio fuoristrada. Se panorami e percorso risultano particolarmente entusiasmanti, è possibile proseguire ulteriormente a nord di Jericoacoara, avvolta tra le dune, considerata tra le più belle spiagge del mondo.

Spiaggia Sólheimasandur, Islanda. Si tratta di una spiaggia di sabbia nera sotto il grigio cielo islandese. Proprio qui, nel 1973, si è arenato in atterraggio di fortuna un DC-3 in forza alla Marina statunitense ed il suo relitto giace ancora lì in lento disfacimento, in attesa dei turisti che non esitano a mettere alla frusta le auto a noleggio per raggiungerlo e poter catturare immagini di particolare suggestione: una “ressa” che, purtroppo, dal marzo scorso ha costretto i proprietari terrieri locali a vietare l’accesso al relitto.