Il 2016 potrebbe essere un altro anno importante per la storia dei Green Day. E, fatto ancora più sorprendente se si pensa a come i puristi del punk e del rock accolsero Dookie, l’esordio presso major del terzetto capitanato da Billie Joe Armstrong, il 2016 potrebbe essere un anno importante anche per il rock tutto, esattamente per lo stesso motivo. A trenta anni esatti da quando i tre ragazzi californiani diedero vita a quella che, ai loro occhi, era la sola via possibile al punk, esce infatti Revolution Radio, anticipato dal singolo Bang Bang.

Se i titoli si trovano lì per un motivo specifico, e di solito è così, subito è chiaro come, ancora una volta, i Green Day abbiano deciso di affrontare la realtà di petto, senza girarci troppo intorno. Mentre il mondo, a partire dagli USA degli ultimi mesi del mandato Obama, sta cadendo a pezzi, i Green Day decidono di sporcare ulteriormente il proprio suono, di farsi forse per la prima volta nella loro carriera realmente punk, come mai gli era riuscito in passato. Se con American Idiot, datato 2004, i Green Day avevano tentato il salto di qualità, raccontando una sorta di romanzo in musica, costruendo un concept praticamente perfetto, rock che flirtava con la radiofonia, testi impegnati, taglienti, impietosi nel rigirare il dito nella piaga aperta della recente storia americana, con questo nuovo progetto, ci raccontano, tentano un passo ulteriore.

In un’epoca di decadenza, di anime perse, ci dice Billie Joe Armstrong, che con Mike e Tre’ forma la band, prova a mettere in piedi la colonna sonora della rivolta, una colonna sonora che faccia da collante, e che al tempo stesso faccia ballare e pensare. Se quindi Dookie, trascinata da Basket Case, ci presentava una band giovane, forse ingenua, che sporcava un pop leggero virandolo verso un rock a tratti punk e con American Idiot la band diventava rock tour court, senza più giovanilismi, andando a ricevere il plauso di chi era cresciuto a pane e hardcore, con questo Bang Bang e, se il buon giorno si vede dal mattino, con il nuovo Revolution Radio, previsto per il 7 ottobre prossimo, il suono si è fatto decisamente punk, sporco, brutto e cattivo. Di più, Bang Bang, ci si passi l’azzardo, inizia li dove White Riot dei Clash finiva. Se non musicalmente, visto che i due mondi musicali non sono poi così vicini, come spirito rivoltoso e arrabbiato.

Non ci rimane altro da fare che aspettare i primi di ottobre, quindi, volendo andando già a acquistare il cd in pre-order, sicuri purtroppo di una cosa, in queste settimane la realtà che i Green Day ci stanno raccontando in questi anni non potrà che peggiorare…