Prende il via il soccorso delle coop rosse riunite in Alleanza 3.0 ai soci prestatori di Coop Carnica, la cooperativa friulana finita l’anno scorso in concordato preventivo. Ma restano a bocca asciutta i soci ordinari, oltre 10mila, che avevano pagato 26 euro come quota ordinaria di adesione e in molti casi avevano acquistato i certificati azionari che la coop emetteva come ulteriore fonte di finanziamento. Il loro valore, a fine 2014, aveva raggiunto i 6,8 milioni di euro.

Stando al piano concordatario, le oltre 3mila persone che hanno finanziato la coop per 27 milioni di euro sottoscrivendo un libretto di prestito sociale avrebbero rivisto al massimo il 75% di quanto versato e non prima del 2018, dopo la vendita di tutti gli attivi aziendali. Di qui il rischio di una fuga dei risparmiatori dal sistema coop, arrivato a raccogliere nel complesso quasi 12 miliardi di prestiti, e la conseguente decisione delle ex Coop Nordest, Coop Adriatica e Coop Estense, ora aggregate in Alleanza 3.0, di metterci una pezza restituendo ai prestatori in tre tranche il 50% dei soldi persi.

Il 22 agosto parte la prima fase di erogazione dei 13,5 milioni messi a disposizione su un orizzonte di tre anni. La prima donazione sarà di 6 milioni di euro. Per i soci (1.827) che vantano un credito inferiore o pari a 2.500 euro il 50% sarà erogato integralmente in un’unica soluzione, con una procedura che non richiede la firma dell’atto notarile. Per gli altri, invece, quella formalità sarà necessaria e il rimborso della prima tranche sarà pari a circa il 43% del 50% dell’importo vantato nei confronti di CoopCa. Altri 4 milioni di euro saranno stanziati ad aprile 2017 e i restanti 3,5 verranno stanziati nell’aprile 2018, a chiusura dell’operazione. Per accedere ai fondi i prestatori devono fornire la documentazione al Comitato solidarietà attiva presso Legacoop Friuli Venezia Giulia

Nulla all’orizzonte, invece, per i creditori chirografari, tra cui i risparmiatori e i fornitori: i soci, in quanto tali, non risultano nell’elenco dei creditori ammessi al passivo dal piano concordatario, incentrato sulla vendita dei 38 super e ipermercati con l’insegna CoopCa. E a nulla è valso il loro appello a Alleanza 3.0 perché includesse anche loro nell’iniziativa di “liberalità” studiata per i prestatori: nei giorni scorsi Graziano Pasqual, presidente del Comitato di solidarietà che gestisce il fondo ad hoc, ha spiegato a Il Messaggero Veneto che “chi sottoscrive azioni partecipa al rischio della società” e “a fronte di risorse limitate abbiamo deciso di dedicarci al mondo della cooperazione”, cioè ad andare in soccorso di chi ha aderito a “un istituto tipicamente cooperativo” come il prestito sociale.

Intanto i pm di Udine stanno per chiudere le indagini per falso in bilancio, false comunicazioni sociali e abusiva attività di raccolta del risparmio a carico dell’ex cda di CoopCa e di tre revisori dei conti che hanno, secondo gli inquirenti, contribuito al crac.