Uno certe storie se le immagina solo con gente come Bruce Springsteen protagonista, in un qualche posto sperduto del Midwest. Storie talmente commoventi che, magari, poi ci si fa su un film per Natale. Ci vuole, infatti, un personaggio che sia identificabile come una sorta di eroe proletario. Uno partito dal nulla, che si è fatto da solo, e che una volta diventato famoso non si sia scordato le sue origini, la sua gente. E ci vuole la passione per la musica, quella che poi ti fa fare concerti che superano anche le tre ore, che non ti fa mai fare la stessa scaletta, che ti fa guardare ai fan come ai titolari della tua popolarità.

Bene, location e periodo dell’anno a parte (perché un film di Natale ambientato in Salento a agosto farebbe un po’ sorridere), gli altri elementi ci sono quasi tutti. C’è la bella storia, con un lieto fine da film. C’è l’artista che si da tutto al pubblico, ci ha anche scritto su una bella canzone in cui rifà il verso a Guarda che non sono io di De Gregori per specificare che darsi al pubblico è una sorta di missione per il cantante, e c’è la passione per la musica. Non c’è l’origine proletaria, a dimostrazione che spesso ci facciamo fregare dai luoghi comuni.

Perché succede che il 19 agosto Enrico Ruggeri, di lui stiamo parlando, è in un ristorante di Lecce, Da Enzo. Sta mangiando, come in effetti capita a tutti al ristorante, quando arriva un ragazzo che comincia a cantare per i tavoli, accompagnato dalla chitarra. Ruggeri è in compagnia della sua band e del suo entourage, le canzoni del ragazzo potrebbero finire come sottofondo delle loro chiacchiere. Ma succede un piccolo miracolo, di quelli che, appunto, animano i bei film di Natale. Ruggeri ascolta la voce e le canzoni del ragazzo e ne rimane colpito. Molto colpito. Al punto che lo chiama al tavolo.

Il ragazzo si fa chiamare P40, nome d’arte preso dal suo vero nome Pasquale Quaranta. Rouge, come lo chiamano i suoi danni e P40 chiacchierano un po’ e arriva la magia, il cantautore milanese, autore di tante canzoni famose come Quello che le donne non dicono o Il mare d’inverno, invita il giovane cantante salentino a aprire il concerto che terrà in serata da quelle parti, a Presicce. Detto e fatto.

P40 si trova dal suonare in un ristorante a esibirsi in una piazza di fronte a migliaia e miglia di persone, sullo stesso palco di un cantautore famoso. Cantautore famoso che, fossimo in America, oggi sarebbe una sorta di eroe popolare, di quelli che finiscono nei film di Natale. Anzi, ci sono ottime possibilità che a immortalare il tutto ci sarebbero state proprio le telecamere, rendendo il tutto più viralizzabile e anche un po’ meno vero. Ma questa storia parte semplicemente dalla passione per la musica, non da un bravo ufficio stampa, e quando c’è la passione per la musica una sola conta, la musica.