Lascio Panarea con l’immondizia nel cuore. Isolani e villeggianti incavolati come “Iddu” (Stromboli ), pronti a esplodere. Due o tre ragazzi pescatori d’inverno e netturbini d’estate non bastano. Cassonetti traboccanti di tutto e bombole di gas buttate in strada. C’è chi addirittura ha svuotato casa gettando materassi (ne ho contati 3), televisore e sedie. La piccola discarica a cielo aperto è il giardino selvatico di fronte al cimitero. Dicono: “Tutta colpa della Regione”. Dunque del governatore Crocetta, che non paga la discarica di Catania che non accetta più i rifiuti provenienti dalle Eolie.

“E pensare che a inizio stagione si era addirittura parlato di raccolta differenziata”, lamenta Maria Pia Cappelli, una signora elegante, proprietaria dello chicchissimo Hotel Quartaro. L’allarme è arrivato fino a Londra e dall’Aeolian Islands Preservation Fund (un Fondo per la preservazione delle isole Eolie) è arrivato un sostanziale contributo. E così i privati tappano le falle del pubblico.

Idee in ammollo e sbarcò sull’isola pure il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, forse per occuparsi personalmente dell’emergenza rifiuti? Intanto al Bar del Porto, gozzovigliando fra una granita di anguria e un arancino al ragù, riunisce un mini summit di un centrodestra alla deriva. E chiede una scialuppa di salvataggio al senatore Riccardo Villari (Gal) e al deputato Dore Misuraca (Ncd), uno degli uomini di riferimento di Alfano in Sicilia. Menù del giorno del dopo Berlusconi: who is next?

Avanti il prossimo. E’ per dare il suo contributo eco-chic che ha dato un party a  chilometri zero: usando solo prodotti autoctoni e sapori del territorio, comprese le erbe selvatiche del suo giardino. Aurelio è stato un pioniere dell’isola, ci è arrivato 40 anni fa e ha comprato una vecchia casa di pescatori, l’ha ristrutturata e ne ha fatto il suo eremo: “Sono una persona felice, cerco di non stressarmi molto e di apprezzare quello che ho condividendolo con gli amici”. Aurelio fa il costruttore e ha avuto un’idea geniale. Con santa pazienza ha aspettato i permessi per 27 mesi, ha lottato contro una burocrazia miope e alla fine l’ha spuntata. La stazione ferrovaria di Mergellina, un gioiellino liberty, adesso ospiterà il primo albergo “dans la gare” e lo ha chiamato Hotel Metrò 900.

C’est chic, c’est bon. E Aurelio sbarcò con un seguito tutto al femmile: Thule, veneziana e pescatrice, soprattutto di polipi presi a mani nude, Giovanna Zanafredi, decoratrice di fiori. Ma la vera ape regina è la chef Imma Ferraro, lunghi riccioli neri e una bellezza antica che sembra incisa su cameo. Lei è una che la gavetta l’ha fatta tutta senza sconti. Aveva appena 14 anni quando si è messa a fare uova di cioccolata personalizzate per le amichette facendosi pagare 5 mila lire l’una. Da Napoli è partita e ha fatto l’allieva di Davide Scabin (due stelle Michelin e figura tra i 45 migliori chef al mondo). La consacrazione è arrivata con “La terra dei cuochi”, in prima serata su Rai Uno, poi si è trasferita a Torino ai fornelli del “Lo Scalo Vanchiglia”.

A casa Aurelio tutti si prestano alla manovalanza anche gli avvocati di famiglia Michela Murador e Francesco Andriulli: tagliano, sminuzzano, friggono e svuotano angurie. Con fornelli accessi da 24 ore per sautè di patelle, ragù cernia e panzanelle, mini cotolette di gamberi in pastella di pistacchi e arancini allo scorfano. Perfino per arrotolare le cialde dei cannoli, Imma ha usato il vecchio metodo, quello della canna secca di bambù. Mentre l’oscurità era bucata da una scia di lanterne lanciate in cielo e la frizzante Martina, la figlia di Aurelio, improvvisatasi bargirl faceva schizzare alle stelle il tasso alcolico degli invitati.
@januariapiromal