Il mondo della telefonia è una giungla per i consumatori. Appena si abbassa un po’ la guardia, arriva subito la stangata. E vale per tutti i gestori: uno inizia e gli altri a ruota si adeguano ai ritocchi all’insù delle tariffe, spacciate per modifiche contrattuali. Eclatante è la casistica dei servizi aggiuntivi che ultimamente i big telefonici hanno cercato di appioppare ai clienti. Solo l’intervento dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) è riuscito a bloccare queste attivazioni automatiche, senza alcun consenso da parte dell’utente. Tant’è che dopo Vodafone con il servizio Exclusive e Tim con Prime (l’Antitrust lo scorso 16 agosto ha archiviato l’istruttoria, visto che “l’operatore ha rinunciato all’operazione commerciale prima che partissero gli addebiti per i clienti”), anche Wind è stata costretta “a sospendere provvisoriamente All Inclusive Maxi e il relativo addebito di 1,5 euro ogni 4 settimane”.

C’è, invece, voluto un anno prima che l’Agcom multasse per 865mila euro Tim e Wind per aver adottato pratiche commerciali scorrette in occasione dell’introduzione della fatturazione a 28 giorni nei contratti di telefonia mobile. Si tratta, meglio ricordarlo, della mamma di tutte le beffe in tema di rincari tariffari. A tutt’oggi sta causando un aggravio economico per gli utenti dell’8%.

“Insomma, continue manovre di rimodulazione effettuate dagli operatori telefonici sempre al limite del lecito e della pazienza dei clienti, i quali – commenta con ilfattoquotidiano.it Emmanuela Bertucci dell’Aduc – è come se stessero pagando lo scotto di un mercato concorrenziale. Gli utenti, infatti, non restando più a vita con lo stesso gestore sono costretti a subire questo balletto continuo di rincari che si susseguono a offerte promozionali, ben limitate nel tempo. Mentre le sanzioni irrogate dai Garanti risultano spesso troppe basse al cospetto di società che fatturano miliardi di euro”.

Eppure, proprio i big della telefonia lamentano profitti sempre più bassi, visto che devono vedersela con la messaggistica istantanea gratuita (WhatsApp, Skype, Facebook Messanger, Line e WeChat) che ha ridotto notevolmente la spesa degli utenti, a discapito dei ricavi delle compagnie. L’Espresso lo scorso anno parlava di 2 miliardi di euro di ricavi generati dalle chat IM, contro i 100 miliardi di euro dei vecchi sms.

Come rispondono i gestori telefonici? Anche quest’estate, con gli italiani intenti a godersi le vacanze e quindi poco attenti alle tariffe, puntano tutto sulle manovre di rimodulazione che, troppo spesso, diventano sinonimo di rincari per i clienti. Ecco la panoramica di agosto e settembre.

H3G – Dal primo agosto i clienti 3 Italia sono costretti a pagare 1 euro al mese se vogliono godere del servizio 4G LTE. Niente di illegale: ogni operatore può scegliere la propria strategia commerciale, ma l’Aduc ha denunciato che il messaggio ricevuto da alcuni clienti andrebbe considerato un’attivazione non richiesta. “Il servizio – spiega la Bertucci – viene attivato anche a chi non ha un telefonino che può usufruire di questa tecnologia e quindi non avrebbe alcun interesse a richiederne l’attivazione e, soprattutto, non ha mai ricevuto comunicazione da parte di H3G nemmeno dell’attivazione inizialmente gratuita”.

Vodafone – In programma c’è una corposa rimodulazione a partire dal 18 settembre: tra le novità spiccano la cancellazione del numero 404 per conoscere credito residuo e ultimo addebito tramite sms e l‘aumento dei costi per il numero 414 e di alcuni servizi per i clienti privati ricaricabili. Le chiamate internazionali dall’Italia verso l’Europa verranno tariffate 99 centesimi al minuto, con scatto alla risposta invariato. Mentre gli sms internazionali dall’Italia verso l’estero verranno tariffati 49 centesimi l’uno.

Wind – La novità più importante è che “Wind 12”, il piano considerato come tariffa di riferimento per ogni prepagata Wind, che si applica quando non sono attive altre offerte sul numero, dal 25 agosto diventa “Wind 2” e sarà a pagamento. Si dovranno sborsare 2 euro al mese anche se non si ricevono telefonate. Per evitare la tariffazione si deve passare all’offerta base Wind 1. La disattenzione, altrimenti, costerà cara.

Tim – Dopo che l’ex monopolista è stata costretta dall’Agcom a mettere in stand by la rimodulazione tariffaria dell’offerta Voce (sarebbe dovuta partire ad aprile 2016 triplicando le bollette dei clienti che non hanno mai aderito alle offerte ‘tutto incluso’), Tim ha deciso per questa estate di rincarare le bollette di Internet di casa, Adsl o fibra ottica aumentando il canone di cinque offerte. Su anche il costo di noleggio del modem, ma chi lo aveva in comodato d’uso gratuito continuerà a non pagarlo, e quello annuale del servizio di consegna degli elenchi telefonici, passato da 2,50 euro a 3,90 euro. Per rinunciare basta contattare il servizio clienti.
“Questi rincari sono legittimi visto che prevedono il diritto di recesso gratuito”, sottolinea la Bertucci. Che aggiunge: “Almeno fino a quando l’Agcom non renderà Internet un servizio universale, con un prezzo massimo imposto agli operatori. Solo così, infatti, ci sarà un tetto al balletto dei rincari”.

ROAMING – L’estate, tuttavia, è anche sinonimo di viaggi e vacanze all’estero. E mai come quest’anno, gli utenti italiani hanno sborsato più quattrini degli altri europei se alle prese con il roaming per telefonare, inviare messaggi o collegarsi a Internet. Tant’è che tre operatori su 4 sono entrati nel mirino dell’Agcom – che ha avviato un procedimento sanzionatorio – per violazione delle norme europee. In pratica, Tim, Wind e H3G non hanno applicato correttamente la normativa Ue che dal 30 aprile scorso prevede un tetto massimo per il traffico estero (5 cent al minuto per le chiamate in uscita, 1 cent per quelle in entrata, 2 cent per sms e 5 cent per MB), ma hanno hanno imposto piani tariffari che fanno spendere più di prima. Ora i gestori dovranno adeguarsi al rispetto delle disposizioni introdotte fino 14 giugno 2017, data da cui decorrerà poi la tariffa unica europea con l’abolizione del costo di roaming e che dovrebbe mettere la parola fine alle trappole e ai salassi. E, spiega Agcom, alla fine del procedimento i tre operatori saranno sanzionati. Cosa succederà? Tutti gli utenti che dal 30 aprile hanno pagato di più potranno chiedere il rimborso tra quanto sborsato con le tariffe flat imposte dai gestori e quanto avrebbero dovuto pagare con quella prevista dall’Ue.