“Una musica può fare”, cantava nel lontano 1999 Max Gazzè, perché in effetti dove può la musica non può tutto il resto. È in Calabria, a Cittadella del Capo (CS), che avrà luogo, dal 17 al 19 agosto, il Festival Il Paese di Gertrude, una tre giorni in cui concerti e dj set faranno da cornice a una vera e propria opera di sensibilizzazione, quella per la donazione del midollo osseo. Giunto alla sua IV edizione, il festival punta sulla partecipazione totale degli abitanti del luogo, ognuno dei quali pronto ad accogliere i tanti turisti, ospitandoli a casa propria e contribuendo così alla buona riuscita dell’iniziativa. Un claim, quello della presente edizione, che vuole essere un divertissement e lanciare una provocazione: “Sei in lista?”, dove la lista però non è più quella per l’ingresso in un club esclusivo, ma un’altra, molto più importante e decisiva, ben più urgente e impegnativa, quella per la vita.

Facciamo riferimento al Registro Nazionale Donatori Midollo Osseo, elenco che l’Associazione Il Paese di Gertrude ha l’obiettivo di popolare il più possibile nel corso della tre giorni di Festival: infermieri e medici presteranno per tutte e tre le giornate il loro servizio a sostegno dei prelievi ematici, mentre personale specializzato sarà presente per chiarire dubbi e perplessità di ogni potenziale donatore. Un progetto, quello dell’Associazione Il Paese di Gertrude, nato nel 2013 da un gruppo di amici con un comune obiettivo, quello di promuovere, attraverso i linguaggi artistici, il tema della donazione del midollo osseo. Il Festival, da questo punto di vista, è solo l’ultima delle tante attività che, lungo tutto il corso dell’anno, vedono impegnata, tra incontri e seminari di vario tipo, l’Associazione: un momento, quello della tre giorni estiva, utile, tra le altre cose, a raccogliere i fondi che finanzieranno il progetto di assistenza domiciliare promosso dall’AIL Cosenza Fondazione Amelia Scorza in collaborazione con Il Paese di Gertrude, oltre a una borsa di ricerca in psiconcologia utile a rafforzare il supporto psicologico dei pazienti ematologici.

Ad animare la tre giorni di musica e sensibilizzazione sono chiamati questa volta musicisti di varia estrazione e orientamento musicale: dal linguaggio world di Serena Brancale e Israel Varela, protagonisti la sera del 17 agosto, col progetto Soulenco, di un’esplosiva miscela di colori mediterranei e messicani, al rap di Kiave, giovane campione di freestyle affiancato la sera del 18 dal producer siciliano Gheesa. A chiudere il Festival sarà poi, il 19 agosto, il ritrovato groove dalle origini jamaicane dei Bluebeaters che, dopo l’uscita a fine 2012 di Giuliano Palma, la firma con la Record Kicks e oltre 100 concerti nel solo ultimo anno e mezzo, si preparano ora alla registrazione di un nuovo album di inediti con la voce di Pat Cosmo Benifei.

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