Seconda notte consecutiva di scontri nel Wisconsin, dopo che un ragazzo afroamericano di 23 anni, armato, è stato ucciso da un agente di polizia durante un inseguimento a Milwaukee. Da due giorni, infatti, centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro le forze dell’ordine. E dopo 48 ore di alta tensione la polizia rende noto di aver eseguito 14 arresti, tra cui tre donne. I feriti invece sono otto.

Le proteste erano iniziate in maniera pacifica, poi gli animi si sono surriscaldati e si sono presto trasformate in atti vandalici: diverse auto, una pompa di benzina e la filiale di una banca nel nord della città sono state date alle fiamme. E i pompieri non sono in grado di intervenire a causa dei colpi da arma fuoco sparati nei dintorni degli incendi.

Un agente è stato ferito con una mattonata alla testa, in uno scenario da vera e propria guerriglia urbana. Nella notte un’altra persona è stata colpita con un’arma da fuoco ed è stata soccorsa dalla polizia con un mezzo blindato e portata in ospedale. Decine di poliziotti in tenuta antisommossa hanno fronteggiato circa 150 dimostranti che hanno bloccato un incrocio vicino al luogo in cui sabato pomeriggio é stato ucciso il 23enne Sylville Smith. Gli agenti hanno cercato di disperdere la folla, ma sono stati attaccati con sassi e bottiglie e per questo è stato necessario soccorrere la persona ferita con un veicolo blindato.

Lo sceriffo della contea, David Clarke, ha chiesto la mobilitazione della Guardia Nazionale: “Non possiamo permettere si ripeta ciò che è accaduto la scorsa notte. Userò ogni mezzo a disposizione per impedirlo”, ha detto. In seguito alla richiesta il governatore Scott Walker ha dichiarato lo stato di emergenza. Nella tarda serata il sindaco Tom Barrett ha reso noto che le foto scattate mostrano “senza ombra di dubbio” che il 23enne aveva in mano una pistola. Il ragazzo è stato identificato in Sylville K. Smith, con alle spalle una lunga serie di arresti. L’agente che lo ha ucciso era anch’egli afroamericano.

L’inseguimento conclusosi con la morte del ragazzo, che ha provocato le rivolte, è avvenuto nel pomeriggio di sabato, quando la polizia ha fermato un’auto con due ragazzi a bordo. La vettura si è fermata e i due ragazzi sono scappati. Uno degli agenti ha seguito uno dei due fuggitivi armato con una pistola semiautomatica, rubata in una precedente rapina: il ragazzo afroamericano di 23 anni è stato ucciso dall’agente, che ha aperto il fuoco per motivi ancora da chiarire. L’altro è stato fermato ed è in custodia della polizia. L’agente che ha sparato è stato messo in congedo temporaneo.

La famiglia del ragazzo ucciso è immediatamente intervenuta per sedare le possibili proteste: “Non vogliamo che nessun altro finisca in carcere o venga ferito”. Ma è stato tutto inutile. La polizia subito dopo l’accaduto aveva assicurato che le indagini erano in corso per accertare l’accaduto, che non era chiaro il perché gli agenti avevano fermato i due ragazzi e se l’afroamericano ucciso avesse puntato o meno la pistola contro il poliziotto.

L’incidente arriva in una giornata nera per la città che si affaccia sul Lago Michigan: cinque omicidi nella sola giornata di sabato 14. “Le ultime 24 ore sono state molto violente”, ha affermato la polizia. “Gli agenti sono in strada e si assumono rischi per la comunità con decisioni da prendere in pochi secondi”. Barrett ha riferito che tre persone sono state arrestate e ha esortato le famiglie della città a chiedere ai figli di tornare a casa nel caso stessero partecipando alle proteste. Il sindaco ha anche avvertito che la città utilizzerà tutti i mezzi a disposizione per ristabilire l’ordine.

Questo episodio si inserisce in un ormai sterminato elenco di casi di tensione razziale tra le forze di polizia e la comunità afroamericana negli Stati Uniti. Secondo il gruppo di ricercatori di Mapping Police Violence nel 2015 i neri uccisi dalle forze dell’ordine sono stati almeno 346.