L’esorcismo, pur essendo una pratica religiosa ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa, è un argomento a cui bisogna avvicinarsi in punta di piedi, offuscato da prese di distanza e silenzi. Eppure è qualcosa che spesso accade vicino a noi, nella via accanto alla nostra, alla luce del sole. A Milano, vicino alla Stazione Centrale, c’è il “Servizio Diocesano Gerasa”, dove lavorano alcuni degli esorcisti nominati dai vescovi. Come in uno studio medico ci sono orari precisi, stanze apposite e un numero di telefono dedicato: la gente arriva ogni giorno da tutta Italia per farsi aiutare. Tuttavia all’interno della Chiesa stessa convivono anime diverse: esorcisti che praticano ogni giorno e altri che dicono sia una rarità incontrare persone possedute da Satana. Tra questi ultimi c’è don Egidio Zoia, esorcista dal 1993: “A me non è mai successo. È più un ministero di consolazione. Mi sono accorto che la gente ha bisogno di persone con le quali confidarsi”. Infine ci sono i truffatori, sedicenti guaritori che, senza alcuna autorità o permesso, promettono miracoli e liberazioni in cambio di offerte “volontarie”, praticano benedizioni “in lingue che non conoscono” e si definiscono “profeti”  di Andrea de Cesco e Federica Scutari