“Sono particolarmente esaltato dalle ultime mosse di Matteo Renzi. Mi piace, lo vedo in forma“. Così il giornalista de Il Fatto Quotidiano, Andrea Scanzi, esordisce in un video ironico pubblicato sulla sua pagina Facebook, sulla scia delle polemiche esplose per la vignetta satirica sul ministro Boschi a firma di Riccardo Mannelli. Il giornalista elenca le ultime ‘imprese’ del presidente del Consiglio e aggiunge: “Matteo è grande in tutti i sensi, ha individuato il vero problema del Paese: l’informazione. E lui infatti sta attaccando quei zozzoni de Il Fatto Quotidiano, che stanno sempre lì’ a criticare non solo quello che fanno e dicono lui e la Boschi, ma anche per come sono fatti. E lui giustamente evidenzia il vero problema del Paese. E cioè Travaglio, Scanzi, Mannelli che sono maleducati“. Scanzi continua: “Questa si chiama tecnicamente ‘arma di distrazione di massa’. Se indichi la Luna, loro guardano il dito. Anzi: la pancia. E quindi ti danno del razzista e dello sessista. Scusate, ma se io scrivo che il portavoce del presidente del Consiglio è sferico, obeso, brutto, non sono cattivo. E’ un dato di fatto. Se io scrivo che Renzi e la Boschi stanno ingrassando in maniera direttamente proporzionale alle bugie che dicono, non sono cattivo e tendenzioso. Dico la verità”. La firma del Fatto sottolinea: “Peraltro, io già capivo poco quelli che si scandalizzavano per le battute di Crozza su Brunetta, ma se Renzi sta assomigliando sempre di più a Jabba The Hutt, non è per una congiura del Male o per colpa di qualcuno: è perché mangia come un muflone. E sarei preso in giro anche io se diventassi un ciambellone. Tra l’altro”- continua – “io vengo preso in giro perché mi faccio o mi facevo le lampade o perché ho gli orecchini e gli anelli. Funziona così. Se sei un personaggio pubblico, le critiche (anche stronze) le metti in conto, anche perché questa stessa gente, se vede la Taverna (M5S, ndr), la prende in giro per il modo in cui parla”. E chiosa: “Ma secondo voi il problema della stampa e dei media italiani è sbagliare ogni tanto un titolo e usare la parola ‘cicciottelle’? O magari il problema vero è che abbiamo spesso una informazione sdraiata di fronte al potere? Sarebbe l’ora di incazzarci non per le puttanate, ma per le cose serie