“Vai sotto la console, qualcuno che vende roba lo trovi sicuro, ma quella che va per la maggiore in questo genere di serate è l’MD”. Nelle discoteche di Napoli il consumo di ecstasy è stato sostituito con quello della cosiddetta MDMA (metilenediossimetanfetamina, ma tutti la chiamano ormai solo MD) e a suggerirci dove trovare ciò che cerchiamo è un ragazzo di 27 anni incontrato in un locale ad ovest di Napoli, non molto distante dal centro cittadino. “Per me MD sai cosa vuol dire? – ci spiega il consumatore – ‘Musica dentro’, perché ti fa sentire meglio la musica, te la fa sentire dentro”. Qualcun altro invece ci confessa di voler evitare di ‘calarsi’, ma solo perché il giorno dopo deve andare al lavoro. Però sugli effetti è d’accordo con il primo interlocutore. “E’ come ha detto il mio amico – ci dice – l’MD ti fa sentire più forte, ti amplia i sentimenti”. Acquistarla è semplicissimo una volta individuato il pusher di turno, che nel nostro caso è una ragazzetta minuta e dai tratti infantili. “Ketamina, coca, MD, che dovete prendere? – ci chiede la spacciatrice e nel caso dell’MD ci propone pure lo sconto – un pezzo te lo faccio 15 euro, due pezzi invece li paghi venti. Io – conclude – opterei per il secondo”. Quindi concludiamo l’affare. Muniti di micro-telecamere abbiamo acquistato due grammi di MD al prezzo di 20 euro. Avremmo comprato con altrettanta facilità anche cocaina e Ketamina. “Io l’MD non la prendo perché non la reggo – ci racconta una ragazza appena maggiorenne incontrata nella fila per andare in bagno – una volta ho bevuto dal bicchiere di una mia amica, ma quella si era messa dentro 2 grammi di MD, che sono troppi. Stetti malissimo – ci confessa la giovane – è come quando ti fai tante canne, però non stati esaltato, l’MD è ‘sciolto’ (cioè ti fa sentire rilassato). La realtà delle discoteche napoletane si differenzia rispetto al nord Italia, a seguito di numerose denunce e in alcuni casi anche delle morti riscontrate, oggi le cosiddette ‘feste’ non si svolgono più nei locali noti al grande pubblico, bensì gli organizzatori puntano su strutture nuove semi sconosciute. “Le droghe chimiche – dichiara il dottor Stefano Vecchio, direttore coordinamento Servizi per le Dipendenze dell’Asp Napoli 1 – possono determinare un danno neurologico, più si ripete l’uso, maggiormente aumentano i rischi dei danni al cervello. Per diminuire i casi di malore e di morte – continua Vecchio – bisognerebbe prevedere un’ambulanza all’esterno dei luoghi in cui si sa che si usano sostanze illegali, si eviterebbero quelle poche morti che sono quasi tutte il risultato di un intervento fatto con un ritardo estremo