Chiedono “trasparenza” da parte del Miur nella pubblicazione dei trasferimenti e denunciato una serie di contraddizioni nel sistema di assegnazione delle sedi. Centinaia di docenti a Napoli e Palermo sono scesi in piazza contro l’esodo dei prof da Sud a Nord, perché in tanti sono stati costretti a trasferirsi a grandi distanze.

A Napoli si sono registrati momenti di tensione: secondo quanto denunciato dai manifestanti, ci sarebbero stati spintoni nei confronti di chi ha cercato di superare la barriera delle forze dell’ordine a protezione del Palazzo della Prefettura. Sul posto è arrivata un’ambulanza per soccorrere un’insegnante colpita da un malore. Il clima è tornato alla normalità quando gli agenti si sono tolti il casco ed è scattato l’applauso dei presenti. Più a Sud, a Palermo, un centinaio di prof ha sfilato davanti alla sede dell’ex Provveditorato contro presunti errori relativi alla procedura di assegnazione.

E oltre ai prof, davanti all’Ufficio scolastico regionale del capoluogo siciliano 250 lavoratori Co.co.co in servizio da vent’anni presso le segreterie scolastiche statali, con funzione di assistente amministrativo, hanno protestato contro i procedimenti di mobilità territoriale. A sostenere la causa dei dipendenti le organizzazioni sindacali, Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uil Uiltemp. Proprio dal Miur i sindacati avevano avuto di recente rassicurazioni che la “mobilità” per questa tipologia di lavoratori non sarebbe scattata proprio non si tratta di dipendenti ma di collaboratori precari.

Invece dal Provveditorato anche quest’anno sono sono arrivati per i Co.co.co. palermitani almeno 60 lettere di trasferimento. “Dopo l’incontro del 14 luglio e le rassicurazioni avute dal ministero, nonostante le varie richieste di incontro, non abbiamo avuto nessuna risposta dal Provveditorato. Per cui oggi abbiamo deciso di effettuare il presidio presso l’ufficio scolastico di Palermo e siamo qui sperando di essere ricevuti”, dicono Laura Di Martino, coordinatore Nidil Palermo e Giuseppe Oliva, coordinatore Nidil Sicilia.