Sarebbe stato un giorno uguale a quello di tanti sposi se non ci fosse stato il fuoco. Per lei parrucchiere, trucco, abito e parenti festosi. Per lui vestito elegante, camicia stiratissima, gemelli e via in chiesa ad aspettare la sposa. Ma Greta e Walter non avevano fatto i conti, ovvero non avevano messo in conto, la famigerata Pontina, al centro delle cronache in questi giorni per incendi così gravi da richiederne la chiusura per tre giorni. La sposa, infatti, in viaggio verso la chiesa è rimasta bloccata in mezzo agli automobilisti anch’essi fermi sulla statale.

Lì per lì Greta ha pensato a un momentaneo intoppo. Adesso si risolve, ha detto l’autista per tranquillizzarla. Passano i minuti e non accade nulla. Tutti escono dalle macchine per capire cosa sta succedendo. Si distraggono e sorridono solo quando vedono la sposa seduta in macchina che attende nervosa che tutto si sblocchi. Walter è già in chiesa che l’aspetta. E lei è intrappolata lì. E non può andare né avanti, né indietro.

Su quella strada maledetta non c’è corsia di emergenza e quindi ogni tentativo risulta vano. Se sei in trappola là rimani. E quando la sensazione di non poter arrivare a Nettuno è diventata certezza il panico ha preso il sopravvento. Le notizie dell’incendio cominciavano a passare di bocca in bocca, fino alla sposa. Greta ha visto naufragare il suo sogno preparato e accarezzato per giorni, per mesi. Può una strada ostacolare un matrimonio? Sì, la Pontina può anche questo. Soldi e sogni in fumo, come il fuoco che a pochi chilometri più in là, radeva e riduceva tutto in cenere?

Ma Greta, donna pragmatica, ha agito. Ha preso il comando delle operazioni e, telefona di qua telefona di là, ha messo in atto un piano di salvezza. Come? Con l’abitino bianco è scesa e trasformandosi in pizzardone ha fatto retrocedere la macchina della sposa e quelle degli accompagnatori ritagliandosi spazi sufficienti tra i veicoli fermi in coda, fino allo svincolo situato prima del blocco.

Lei stessa, appoggiato momentaneamente il bouquet sul cruscotto e con il cellulare all’orecchio per aggiornare secondo per secondo quanto stava mettendo in atto insieme al padre, chiedeva agli automobilisti di farsi da parte. Incredibile ma vero. Tutti si sono scansati e fatto passare il corteo contromano. E come tutte le favole, anche il finale di questa storia è stato scritto con “e vissero tutti, felici e contenti“. Anche se con un’ora di ritardo, il matrimonio si è potuto celebrare e la festa è proseguita senza più alcun contrattempo.

La storia ci è stata raccontata e documentata da Matteo Del Vecchio, il fotografo di Factory10 che seguiva la sposa per fare il servizio alla cerimonia. Non ha perso tempo e ha immortalato tutto. La notizia in breve è diventata virale.

Foto: Matteo Del Vecchio, per gentile concessione