Aumentano i detenuti nelle carceri italiane: 1.318 persone in più rispetto al 2015. E’ il dato che emerge dal pre-rapporto annuale dell’associazione Antigone, che tutela i diritti dei carcerati, presentato a Roma giovedì 28 luglio. I numeri – rileva Antigone – salgono a legislazione invariata e nonostante non crescano le denunce pervenute all’autorità giudiziaria.

Secondo l’associazione la spiegazione va ricercata nell’aumento dei “presunti innocenti”, soprattutto stranieri detenuti in fase di primo giudizio. La crescita è “dunque l’esito dell’operato delle forze di Polizia e della magistratura più orientato al ricorso al carcere rispetto agli anni precedenti. Probabilmente c’è più leggerezza nell’uso della custodia cautelare ritenendo meno grave la condizione di affollamento delle carceri”. 20mila persone recluse potrebbero inoltre avvalersi di misure alternative ma non lo fanno.

54.072 è il numero globale dei detenuti al 30 giugno 2016. Nella stessa data del 2015 erano 52.754. Dunque vi è stata una crescita dell’1,2 per cento. La capienza regolamentare di tutte le case circondariali italiane, secondo il ministero della Giustizia, è di 49.701 posti. Complessivamente sono 18.908 i detenuti in custodia cautelare, pari al 34,9% della popolazione detenuta. Al 30 giugno del 2015 erano 17.830, pari al 33,7% dei reclusi.

I detenuti stranieri rappresentano il 33,5% della totalità, rispetto al 32,6% dello scorso anno. Sono 18.166 nel 2016, erano 17.207 nel 2015. Se si considera che in totale i detenuti sono aumentati di 1.318 unità, risulta evidente che gli stranieri hanno contribuito notevolmente a tale crescita.

Guardando alle singole nazionalità, i detenuti rumeni sono in forte calo percentuale. Secondo Antigone, “si respira un minore pregiudizio nei loro confronti e conseguentemente i loro detenuti perdono il primato della rappresentatività straniera in carcere a favore della componente marocchina“. Che rappresenta il 17% del totale degli stranieri.

Quanto all’appartenenza religiosa, sono in tutto 29.658 i detenuti che si professano cattolici, seguiti da 6.138 islamici e da 2.263 ortodossi. Tutte le altre appartenenze religiose hanno numeri inferiori ai 300 fedeli. Sono 39 sono secondo il Dap i detenuti radicalizzati. Antigone sottolinea che “contro la radicalizzazione va assicurata piena individuale libertà di culto”.