Paolo Scaroni torna imputato per le presunte tangenti Saipem. Il gup di Milano Manuela Scudieri ha rinviato a giudizio l’ex numero uno di Eni, e Antonio Vella, ex responsabile per il nord Africa del gruppo petrolifero, e la stessa multinazionale, ritornati ad essere imputati dopo l’annullamento del loro proscioglimento da parte della Cassazione per la presunta maxi tangente che sarebbe stata versata da Saipem al ministro dell’energia algerino e al suo entourage in cambio di appalti da 8 milioni di euro.

Il giudice, che ha fissato il dibattimento per il prossimo 5 dicembre davanti alla quarta sezione penale del tribunale, ha anche mandato a processo Scaroni, Eni, Vella e gli altri 7 imputati, tra cui l’ex direttore operativo di Saipem Pietro Varone e la stessa controllata dal cane a 6 zampe, già a giudizio per la maxi tangente da 198 milioni di euro, per un nuovo episodio di corruzione internazionale relativo all’acquisizione da parte del colosso petrolifero italiano della canadese First Calgary Petroleum. Anche per questo episodio tutti i 10 imputati si sono visti annullare dagli ermellini il loro proscioglimento.

“Siamo certi della nostra innocenza e siamo convinti che anche il Tribunale lo riconoscerà come già aveva fatto il gup nella prima udienza preliminare”, ha commentato il difensore di Scaroni, Enrico de Castiglione. Dal canto suo Saipem “confida di potere dimostrare nel giudizio di merito di primo grado, l’inesistenza dei presupposti per dichiarare la responsabilità amministrativa della Società ai sensi del D.Lgs. 231/2001”.