La Regione Lombardia finanzierà risorse per la sperimentazione dei farmaci cannabinoidi sui pazienti affetti da Sla e sclerosi multipla. E la Giunta Maroni si spacca. E’ accaduto mercoledì 27 luglio, quando tra i banchi del Consiglio regionale è arrivato un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle, a prima firma della consigliera Iolanda Nanni.  L’odg proposto è passato con 34 voti favorevoli, 32 contrari e un astenuto, grazie ai voti di Forza Italia e della Lista Maroni che si sono sommati a quelli delle opposizioni. Lega Nord e Milano Popolare avevano dichiarato voto contrario ma la Giunta aveva annunciato di rimettersi alla libertà di coscienza dei singoli consiglieri. Palazzo Lombardia si impegna quindi ad allocare le risorse per supportare l’uso medico della cannabis.

“E’ un risultato storico. E il voto del Consiglio, con la maggioranza in frantumi, chiarisce oltre ogni dubbio che la Lombardia è pronta per sperimentare i farmaci cannabinoidi. Ora il mandato alla Giunta regionale di trovare risorse per avviare la sperimentazione è limpido e scritto nero su bianco”, ha commentato Nanni. “Ci auguriamo – ha aggiunto – che le risorse si trovino rapidamente. I farmaci cannabinoidi rappresentano un importante strumento terapeutico la cui efficacia per la cura del dolore in neurologia e oncologia e per altre patologie è ampiamente dimostrata. È nostra intenzione continuare a lavorare in questo solco per ampliare la sperimentazione anche a pazienti affetti da altre patologie e per rendere possibile la somministrazione dei farmaci cannabinoidi anche a domicilio. Con questo ordine del giorno abbiamo riavvicinato la Lombardia al suo ruolo di guida nel progresso delle cure e i tentativi dei crociati del bigottismo antistorico che hanno votato contro i farmaci cannabinoidi sono stati fermati”, ha concluso la consigliera del M5S.

Secondo dati forniti a giugno 2016 dalla stessa Regione Lombardia, provenienti da una ricerca del Siapad (Sistema Integrato Analisi e Previsione Abuso e Dipendenze), solo nell’ultimo anno più di 700.000 lombardi hanno usato cannabis, di gran lunga la sostanza più diffusa. Maggiore l’utilizzo dei più giovani, con il 29% delle persone tra 15 e 24 anni che dichiara un consumo di almeno una volta l’anno. E l’80 per cento di questi si è fatto una canna anche negli ultimi 30 giorni (il 24 per cento sul totale degli intervistati). La ricerca conferma inoltre la diffusione di questa sostanza fra i preadolescenti. Nel 2014, l’8 per cento degli studenti di 11 anni ha dichiarato l’uso di cannabis ma nella fascia d’età dei 15 anni la percentuale sale al 26,6. Il dato evidenzia come l’età critica per iniziare a fumare cannabis sia tra i 13 e i 15 anni, periodo di passaggio tra la scuola media e le superiori.