Per decenni abbiamo sfottuto i turisti tedeschi, rubicondi cicciottelli che affollano le strade delle nostre città con il calzino bene in vista indossato con sandali di varia foggia. Ebbene, il peggiore incubo per qualsiasi persona dotata di un minimo di buon gusto è diventato realtà: la tendenza dell’estate sono le calze con le ciabatte. Le ciabatte, però, devono essere rigorosamente a fascia, perché tirano assai, mentre per quanto riguarda le calze potete sbizzarrirvi con fantasie eccentriche, colori accesi o anche affidarvi al total black che non tradisce mai.

Chissà quale fashion blogger, magari ancora in hangover per i bagordi della notte prima, ha lanciato questa orrida moda. Di sicuro, però, anche dalla musica è arrivata una mano in tal senso. Sì, perché l’ultimo brano del rapper milanese Vacca, navigato protagonista della scena italiana e qualche anno fa al centro di un leggendario dissing con l’ex amico Fabri Fibra, si chiama proprio così: Calze con le ciabatte. In giro per Milano, con citazioni che vanno da corso Vittorio Emanuele a Quarto Oggiaro, Vacca canta le meraviglie della tendenza dell’estate, mettendoci dentro tutti gli ingredienti tradizionali di un brano rap. Una canzone ad alto tasso di “zarroganza” (ci si permetta lo slang), che però non va considerata come un tormentone. Vacca non è un fenomeno improvvisato, visto che ormai da più dieci anni è uno degli animatori della tradizionalmente ricca scena rap milanese.

Parte del merito di questa esplosione estiva è de La Pina, una delle voci più note di RadioDeejay (nonché rapper a sua volta), che è impazzita per la canzone e l’ha spinta molto in radio, con tanto di hashtag #CCLC (Calze con le ciabatte). Non è un tormentone, dunque, ma un fenomeno virale di quest’estate lo è senz’altro. Un fenomeno che fa il paio, seppure partendo da presupposti musicali molto diversi, “Andiamo a comandare” di Rovazzi, sorprendente dominatore dell’estate musicale italiana. Quello di Vacca è un gangsta rap d’ordinanza in chiave ironica, mentre il pezzo del ragazzo di Lambrate è dichiaratamente una parodia, una presa in giro, un esercizio (riuscito) di comicità in musica. In comune, però, hanno l’esaltazione di una certa Milano sempre più protagonista, anche quando oltrepassa decisamente i limiti accettabili di “tamarritudine”, delle tendenze nel nostro Paese.

Cosa fare, dunque, di queste calze con le ciabatte? Alla fine della fiera avevano ragione gli sgraziati turisti tedeschi? Nemmeno per idea, per carità, ma una volta tanto potremmo anche sfidare il tradizionale “buongusto” e passeggiare per le spiagge o per le piazze delle nostre città come il buon Vacca insegna. Anche perché in giro vediamo calzature orribili di ogni foggia e colore, e quindi perché non assecondare una tamarrata divertente e fuori dagli schemi, giusto per vedere l’effetto che fa? Non esageriamo, però; siamo pur sempre italiani: niente calzino bianco e, soprattutto, niente ciabatte in finta pelle marrone da reparto di geriatria all’ospedale