Un imponente sequestro preventivo di buona parte del compendio aziendale è stato disposto, giovedì 21 luglio, dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma nei confronti di società riconducibili al marchio Terravision, al termine di una complessa attività d’indagine su presunti illeciti nella gestione della società, partita nel 2013. Si tratta, nello specifico, delle licenze per trasporti di linea per le tratte Roma-Ciampino-Fiumicino, Pisa/Aeroporto-Firenze e Orio al Serio-Milano, di conti correnti bancari, contratti commerciali e 13 bus. Le società in questione sono la Terravision H. R. & Services S.R.L. e la Alivision Patrimoni E Servizi di Petroni Fabio s.a.s. Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, è stata anche notificata, dopo un lungo iter burocratico, l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per Fabio Petroni, dominus di tutte le società coinvolte, e accusato di bancarotta fraudolenta aggravata.

Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle, gli amministratori eludevano il pagamento di ingenti debiti tributari e previdenziali, escogitando modi per aggirare e rendere inefficace la procedura di riscossione coattiva. La società titolare dei contratti con gli aeroporti era stata posta in liquidazione subito dopo aver ceduto a una “testa di legno” l’unico ramo d’azienda produttivo. Gli inquirenti spiegano in una nota che “tale cessione  – formalmente sottostimata e mai, peraltro, realmente pagata, era stata effettuata al solo fine di limitare, in capo alla società cedente, la possibilità di essere chiamata in causa sotto il profilo della responsabilità economica solidale, solamente con l’irrisorio valore del ramo d’azienda ceduto”.

Dalla ricostruzione dei Finanzieri del II Gruppo di Roma, si apprende che le manovre erano tutte mirate a far perdere le tracce delle disponibilità economiche finanziarie su cui era possibile far valere le pretese creditizie. «Un’altra società del gruppo è stata dichiarata fallita, con un passivo accertato in oltre 25 milioni di euro – spiega ancora la nota – in ordine a questa sono state elevate imputazioni per diversi reati di distrazione e di bancarotta patrimoniale oltre che documentale. Grazie agli elementi raccolti durante le attività di indagine, l’Autorità Giudiziaria di Roma ha emesso, nei mesi scorsi, un provvedimento di sequestro dell’intero complesso aziendale, che fattura annualmente 35 milioni di euro, la cui esecuzione ha, quindi, permesso di vincolare, a garanzia dei creditori del fallimento: quote societarie e beni aziendali, licenze di trasporto, contratti commerciali stipulati, 29 autobus di linea, 2 autovetture e rapporti bancari. Per assicurare la continuità aziendale e preservare il rapporto lavorativo dei numerosi dipendenti, l’A.G. ha affidato la gestione dell’azienda ad una amministrazione giudiziaria”.

Nell’ambito di questa indagine è finito ai domiciliari anche Fabio Petroni, 55enne imprenditore romano, noto anche per essere proprietario del Pisa calcio, e al momento ricoverato in ospedale. “Sin dal 2006 – si legge nel capo d’imputazione – Petroni e Marianna Caserta (l’amministratrice della società cooperativa fino alla dichiarazione di fallimento del febbraio 2013) omettevano sistematicamente il versamento di somme dovute a titolo di oneri previdenziali e assistenziali, di imposte e ritenute d’acconto”. Ai due sono contestati mancati versamenti per 9.121.470 euro. L’arresto è stato deciso dal Tribunale del Riesame dopo una lunga serie di ricorsi, iniziati nel 2013.

“Il dottor Fabio Petroni – si legge in comunicato diffuso dallo stesso imprenditore -, persona incensurata, ha sempre operato osservando le regole del proprio ruolo. Il suo attuale coinvolgimento in questo procedimento, in cui le misure cautelari sono state richieste nel 2013, è frutto di errori di calcolo e di valutazione che saranno chiariti in tutte le sedi competenti”. Escluso dalla vicenda ogni coinvolgimento del Pisa calcio.

LA PRECISAZIONE DI TERRVISION
Spett.le Redazione,
Le notizie di stampa uscite oggi e riportate sulla Vostra testata giornalistica dovranno passare in
giudizio del Tribunale per il quale pende un procedimento ancora in primo grado. In realtà i fatti
raccontati nella cronaca di oggi – a parte la vicenda personale del Dott. Fabio Petroni – si
riferiscono a tre anni fa e non al sequestro dell’intera azienda ma di alcuni rami di essa. Grazie alla
presenza dell’amministrazione giudiziaria dall’ aprile 2014, e grazie a un nuovo consiglio di
amministrazione presente dal novembre 2015, formato da professionisti estranei a tutte le
vicende precedenti, l’azienda ha continuato ad operare positivamente.
Oggi la Terravision opera garantendo tutti i servizi e recentemente ha anche posto in essere nuove
attività come il collegamento con l’aeroporto di Milano Malpensa. La società è a disposizione per
ogni informazione sulle proprie attività, che sono ‘in bonis’.

Alivision Transport Scarl
Ufficio Legale