Ci vorrebbe un eroe. Anzi, no meglio un super-eroe, di quelli col mantello, che volano via e ti portano dietro con sé. E che farebbe questo super eroe? Beh, alla fine salverebbe tutti. La salvezza è la spinta propulsiva di tutti i processi migratori. La salvezza è un processo naturale e innato come le migrazioni: migri per cercare l’acqua, il cibo, un ambiente migliore. In sostanza migri per salvarti la vita. A sei anni si può spiegare il razzismo a un bambino, perché anche un bambino conosce la paura e l’importanza di mettersi al riparo. Lo si può spiegare quando il razzismo bussa alla porta accanto, proprio a due passi da casa tua, e si traduce in una manifestazione preventiva di razzismo e intolleranza. Preventiva perché a manifestare per l’arrivo di alcuni richiedenti asilo nel comune di Fiumicino, sono stati un gruppo di persone contrarie alla loro presenza, prima ancora che i profughi stessi arrivassero, prima ancora di conoscerli, di sapere chi fossero. Prima ancora di aver fatto nulla, se non fuggire dalla fame, dalle guerre e dalle miserie.

Sono in tanti, parlano un’altra lingua ma presto capiranno anche la nostra. Hanno percorso mille miglia, attraversato mari e deserti, con le scarpe rotte e le borracce in mano. Tutto a piedi? Spesso su un gommone, passando da un mezzo all’atro. Ma soprattutto a piedi, lungo le rotte che portano verso la libertà. Hanno trovato alloggi di fortuna, dormito in una tenda o sotto al cielo. Alcuni erano piccoli, altri sono nati sotto le stelle. E qualcuno li ha aiutati? Qualcuno sì, perché nel loro paese stavano male. Male di che? Non avevano una casa e da mangiare, niente e nessuno con cui giocare, nulla per curarsi o per studiare. Non avevano più una piazza, un parco o una scuola. Alcuni non l’hanno mai avuti. E noi cosa possiamo fare? Beh, per prima cosa conoscerli ad esempio, accoglierli, ascoltarli. Ah, ho capito, potremmo fare amicizia. Certo, fare amicizia non è male, l’amicizia è una bella cosa. Tutto qui? No, non basta, ma per te che sei piccolo è buon inizio. Perché dall’amicizia passa la conoscenza, e la conoscenza è l’unico modo per combattere il razzismo. Cos’è il razzismo? Il razzismo è molte cose, è ad esempio non avere la capacità di capire perché si fugge, non saper accogliere. Il razzismo è non riuscire a volare alto, sopra il male che vince sul bene, come anche Batman saprebbe fare. Ho capito, eppure è tanto semplice, se non c’è da mangiare, da bere e da giocare, anche io cercherei un posto altrove.

Questa sera alle 21, alla Darsena, la Fiumicino antirazzista si mobilita, per una manifestazione “No Intolleranza, Si Inclusione”. Come già avvenuto pochi giorni fa in modo del tutto spontaneo, la manifestazione non vuole essere solo una risposta al presidio razzista, ma una mobilitazione collettiva per una città inclusiva. E questa sera noi saremo là, un modo per accogliere e per conoscere, e per capire perché si fugge. Sotto il mantello di un super eroe o tra le braccia di un papà.