20 luglio 2016, a Genova e in Italia, per chi non ha perso la memoria, si celebra la gogna e l’umiliazione della legge, della legalità e della dignità, avvenute durante il G8 del 2001, in cui è stato ucciso, complice lo Stato, Carlo Giuliani. Dopo quindici anni nulla è accaduto, ma succede che i poliziotti implicati e i loro colleghi, cioè uomini e donne dello Stato democratico di diritto che si chiama Italia, fanno provocatoriamente un convegno per giustificare la loro condotta ingiustificabile. Oggi il governo, apparentemente guidato da Renziaccantona sine die la legge sulla tortura, ponendo l’Italia sullo stesso piano della Turchia di Ergogan, dell’Egitto che ha torturato e ucciso Giulio Regeni, nell’indifferenza assoluta del governo italiano che allunga così tanto i tempi perché tutti dimentichino.

Oggi, se ci fosse ancora bisogno di una prova finale, il Partito democratico, con voto segreto salva Berlusconi dal processo delle olgettine, vietando l’uso delle intercettazioni telefoniche. Solo cinque anni fa, nel novembre del 2011 in piazza san Giovanni, il Pd mobilitava le piazze contro Berlusconi e fischiava Renzi perché già allora aveva un debole per Arcore, faceva le barricate in difesa della democrazia e contro il colpo di stato. Oggi, i “disonorevoli disonorati” del Pd, nascosti dietro l’anonimato del silenzio, votano in soccorso di Berlusconi, sperando di barattare questo aiuto con il suo appoggio al governo e magari anche il voto neutrale al prossimo referendum.

Oggi il Pd si consacra come il vero successore di Forza Italia e Renzi di Berlusconi, che – ironia della sorte – non è neppure parlamentare perché destituito per indegnità così come per indegnità gli è stata revocata la medaglia e il titolo di Cavaliere dalla Presidenza della Repubblica. In una parola, il Pd oggi tutela un uomo che non è più parlamentare e non rappresenta più alcuna istituzione e gli garantisce la tutela dell’immunità. La misura è colma e il Pd svela definitivamente la sua anima scellerata, disprezzando la legalità, la legge – che dovrebbe essere uguale per tutti -, la dignità di un popolo che nella vicenda delle olgettine è stato violentato da chi allora lo governava, anteponendo le proprie miserabili miserie personali agli interessi supremi dello Stato.

Viene spontaneo domandarsi: “A chi giova?”. Qualche zuzzerellone pidino ha accusato i 5stelle di essere in combutta con Berlusconi. Poveri pidini! Sono così impantanati da non capire che i 5stelle non hanno alcun interesse, anche perché, su una questione del genere, si giocano tutta la loro credibilità e per sempre. Questa tattica manipolatrice ha un obiettivo preciso: screditare i 5stelle, l’unica opposizione che il Pd teme tanto da essere disposto a cambiare la legge elettorale perché in eventuale ballottaggio i “5Stelle” vincerebbero.

Impedire l’uso delle intercettazioni che inchiodano Berlusconi, è un atto fascista che se ne frega della legge e dell’uguaglianza dei cittadini, ma anche la prova di un’arroganza di potere che in Italia mai si era vista, nemmeno nell’epoca berlusconiana. Bisognava aspettare Renzi e la Boschi per arrivare a tanto, con un Parlamento, per altro, eletto con una legge incostituzionale. Salvare Berlusconi, impedire che venga introdotta una legge severa sulla tortura, promuovere i poliziotti, anche condannati per i fatti di Genova, di cui si nega pervicacemente la verità politica, è un combinato disposto dell’intenzione di eliminare indirettamente la democrazia e ridurre il popolo a mera claque plaudente.

Il 20 luglio 2016 resterà negli annali della nostra coscienza come un giorno nefasto a causa del Pd che ha rinnegato le sue origini e ripudiato uomini e ideali (erano la stessa cosa) come Berlinguer, Pertini, De Gasperi, La Malfa padre (da non confondere col figlio), per sedersi all’ombra di corrotti e pregiudicati condannati come Craxi, Berlusconi, Teardo, Chiesa, Dell’Utri, Mangano e tutto il cucuzzaro che si richiama alla mafia e alle delinquenza organizzata, come la storia del terzo valico in Liguria in questi giorni sta dimostrando ampiamente. Spero in ciò che resta della base del Pd, quella che ancora si richiama alla resistenza, al sangue dei martiri e alle loro vite spezzate per darci una splendida Costituzione, perché abbiano l’umiltà e il sussulto d’onore di scrollarsi di dosso un partito indegno di rappresentarli. Se gli onesti e i difensori della legalità stanno con questo partito, ormai perduto, finiscono per essere accomunati ad esso come complici e alle sue scelte che sono da ripudiare, senza un minimo di esitazione.