Una piccola squadra albanese al terzo turno dei preliminari di Champions League, dopo aver battuto ai rigori i favoriti ungheresi del Ferencvaros, a due passi dall’Europa dei grandi dove mai nessun club del Paese è riuscito a qualificarsi. Un altro miracolo di pallone, dopo la favola dell’Albania di Gianni De Biasi a Euro 2016? Fino a un certo punto. Perché il Partizani, gli spareggi per la Champions, neanche avrebbe dovuto giocarli. Quel posto spettava allo Skenderbeu, campione d’Albania, che però è stato squalificato per un anno da tutte le competizioni internazionali per aver condizionato l’esito di alcune partite nel corso dell’ultima stagione. È l’altra faccia – meno pulita, per nulla edificante – del calcio albanese.

Non si tratta di un caso isolato, infatti. “Il problema dei club albanesi è endemico e nasce da lontano”, spiega a ilfattoquotidiano.it Francesco Baranca, segretario di Federbet, che ben prima dell’intervento della Uefa aveva segnalato a più riprese i flussi anomali di scommesse sulle partite della squadra di Coriza. “Vi posso citare una data: 14 agosto 2003, primo turno preliminare di Europa League, Dinamo Tirana-Lokeren 0-4 e Vilaznia-Dundee 0-2 sono truccate praticamente in contemporanea. È l’origine del match-fixing moderno, per come lo conosciamo”. “La questione ovviamente è molto più estesa di così, riguarda tutti i Paesi dell’est Europa”, prosegue Baranca. Puntare il dito contro il singolo campionato o la singola squadra sarebbe un errore. Eppure in Albania la situazione è più grave che altrove: “Nessuno si azzarda più a quotare la Super League locale: i match interni sono inattendibili, e quando vanno all’estero, in partite ufficiali o in amichevoli, ne combinano di tutti i colori”. Un po’ quello che è successo l’anno scorso con lo Skenderbeu: “Abbiamo riscontrato quattro match manipolati: contro Crusaders e Dinamo Zagabria nei preliminari di Champions, poi anche con Sporting Lisbona e Lokomotiv Mosca nel girone di Europa League. Senza dimenticare la partita interna fra Laci e Flamurtari”. Alla fine se n’è accorta anche l’Uefa.

Lo scorso 1° giugno la massima associazione calcistica continentale ha squalificato i campioni d’Albania per un anno, decisione appena confermata dal Tas di Losanna. Il risultato è la solita figuraccia e perdita di credibilità per il calcio europeo: la Uefa ha dovuto riscrivere i calendari già compilati, promuovendo ai preliminari di Champions la seconda classificata, il Partizani, che intanto aveva già giocato il primo turno di Europa League contro lo Slovan Bratislava (partita annullata e slovacchi qualificati al secondo turno). “Ma la cosa grave è che la Uefa non ha fatto nulla per un decennio, e si illude di aver risolto la questione con questa piccola squalifica. Il problema non è lo Skenderbeu ma i club albanesi e ciò che c’è dietro”. Infatti le segnalazioni di partite sospette continuano: “Mentre lo Skenderbeu veniva bannato dalla Champions, la settimana scorsa il Teuta truccava la sua partita in Europa League in Kazakhstan contro l’Almaty”. Nessun dubbio? “Assolutamente: quote polverizzate sull’over 3,5 in live, risultato finale di 5-0 contro tre gol nell’ultima mezz’ora”. Ci ha pensato la nazionale a riabilitare l’immagine del calcio albanese a Euro 2016. E adesso il Partizani proverà a scrivere una nuova pagina di storia. Ma anche la favola dell’Albania ha le sue ombre.

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