L’ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, Ilspa, Antonio Rognoni è stato condannato a due anni e due mesi dai giudici della IV sezione penale del Tribunale di Milano. Rognoni, che era stato arrestato il 20 marzo scorso, era accusato di turbativa d’asta per la gara per le cosiddette architetture di servizi per l’Esposizione Universale e ancora di turbativa d’asta, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio per la gara, non andata in porto nel 2014, per la realizzazione della Città della Salute a Sesto San Giovanni. L’imputato è stato condannato soltanto in relazione a questo secondo appalto e assolto invece dall’accusa di aver truccato una gara per Expo. Il processo ha portato già a una serie di patteggiamenti, tra cui quelli dell’ex Dc Gianstefano Frigerio, dell’ex Pci Primo Greganti e dell’ex senatore del Pdl Luigi Grillo.

Poco prima di essere arrestato Rognoni era stato proposto dal governatore della Lombardia, Roberto Maroni, per ricoprire l’incarico di subcommissario per l’Expo2015. In manette era anche finito il capo dell’ufficio gare e appalti della società. L’inchiesta della Procura di Milano aveva di fatto decapitato la controllata della Regione Lombardia per la realizzazione di opere come ospedali, scuole ma anche il nuovo Pirellone, incaricata di conferire consulenze e assistenze legali stragiudiziali e assistenza tecnica-amministrativa per lavori legati a Expo con investimenti previsti per 11 miliardi.

Il pm Eugenio Fusco, che per l’imputato aveva chiesto 5 anni, nelle repliche aveva spiegato che Rognoni “si è sin da subito messo a disposizione della cosiddetta ‘cupola dei vecchietti’ e lo ha fatto al fine di ottenere un tornaconto personale, ossia una sua ricollocazione professionale”.  Secondo l’accusa, in particolare, uno dei promotori della cosiddetta “cupola degli appalti”, l’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, che ha già patteggiato in passato assieme, tra gli altri, all’ex Pci Primo Greganti, “si mosse personalmente per ricollocare Rognoni”. Per l’accusa Frigerio e gli altri si sarebbero mossi, infatti, anche nel tentativo di piazzarlo all’Anas. La difesa aveva chiesto chiesto l’assoluzione. Richiesta ribadita oggi dal legale Francesco Centonze. “Rognoni va assolto perché il fatto non sussiste – ha insistito il difensore – non è che va assolto perché era ingenuo, questa è una tesi che noi non abbiamo mai sostenuto e che ci è stata messa in bocca dalla Procura”. Il pm, però, ha definito anche oggi “non credibile la tesi dell’ingenuità proposta da Rognoni”, ossia che il manager non sapesse, in sostanza, con chi aveva a che fare quando parlava con Frigerio. Per la difesa, tuttavia, negli atti non c’è prova “di alcun accordo clandestino tra Rognoni e questi personaggi”.

Il Tribunale ha anche condannato l’ex top manager a risarcire i danni d’immagine a Regione Lombardia (30mila euro) e alla stessa Ilspa (70mila euro), entrambi parti civili. I danni patrimoniali, invece, dovranno essere quantificati in sede civile.

“C’è delusione perché pensavamo di avere la ragione dalla nostra parte, ma il Tribunale l’ha pensata diversamente e vedremo, a questo punto, come verrà motivata la sentenza e poi faremo appello” dice l’avvocato Francesco Centonze. Ha espresso, invece, “soddisfazione” l’avvocato Antonella Forloni, legale della Regione Lombardia, che era parte civile assieme alla nuova gestione di Infrastrutture Lombarde. Le motivazioni del verdetto saranno depositate tra 90 giorni.