È ormai il più importante festival rock e pop alternativo estivo d’Italia. Una versione nostrana del Primavera sound di Barcellona, tricolore nemmeno troppo in piccolo. Lo organizzano, da tre anni, Dna concerti e Stardust productions. E si svolge in una cittadina di mare incantevole come Vasto, in Abruzzo, tra le piazze, le spiagge e i suoi vicoli storici. Parliamo del Siren Festival, che torna da giovedì 21 a domenica 24 luglio imbastendo un cartellone da mille e una notte per i non sparuti iniziati all’elettronica e all’indie internazionale (e al nuovo cantautorato tricolore). E se il Siren entrerà nel vivo venerdì 22 e sabato 23, non mancheranno un antipasto e un live di fine rassegna, un vernissage e un finissage per intenditori: giovedì sera col genietto della scena antifolk newyorkese Adam Green, già metà Moldy Peaches, e il set acustico di Lee Ranaldo, ex Sonic Youth; domenica con lo ieratico cantautore texano Josh T. Pearson.

Teste di serie della prima giornata ufficiale di venerdì 22, naturalmente, gli Editors, formatisi all’inizio degli anni zero sul solco degli Interpol e della dark wave britannica di ritorno. La band inglese è di quelle troppo underground per il mainstream alla Coldplay e troppo mainstream per chi è cresciuto a pane e Fugazi. Tra gli altri protagonisti del 22 luglio, ricordiamo Nosaj Thing, producer californiano dalle manopole d’oro, “i Boards of Canada incontrano Bach, spettri analogici soul e hip hop si mischiano a una malinconia cyberpunk e a un mood cupo ed essenziale per creare un’opera pura e abbagliante”; i gloriosi e redivivi A.R. Kane, un duo musicale londinese attivo tra il 1986 e il 1994, tra i pionieri della scena dream pop con i compagni d’etichetta (la 4AD) Cocteau Twins, coautori tra l’altro dell’hit dance mondiale Pump up the volume; la canadese Tess Parks, quasi come Hope Sandoval; il predetto Adam Green, la rock band spagnola The Parrots e poi un nutrito drappello di next big things peninsulari in buona parte già consacrati, a cominciare da quel Calcutta divenuto un caso anche di costume.

E veniamo alla giornata di sabato 23 luglio. Su tutti, gli adorabili The Notwist, che rieseguiranno dal vivo il loro capolavoro del 2002 Neon Golden. Notwist, e quindi quel prodigio di nuova elettronica tedesca dal cuore umano, che fonde romanticismo e pulsazioni digitali. Continuatori nell’era contemporanea della rivoluzione, sempre “made in Deutschland”, del krautrock (e dei Kraftwerk), i Notwist emozionano visceralmente a freddo. E puoi suoneranno Thurston Moore (cofondatore, 35 anni fa, dei Sonic Youth) con la sua band; i romanissimi Cani; Gold Panda, tra gli artisti elettronici più talentuosi e inafferrabili della sua generazione; la dance diagonale di Powell; il 24enne musicista e produttore parigino Holy Strays; il cantautore australiano Ry X, innamorato dei Pearl Jam e di Jeff Buckley… Il resto è (buona) Italia.