Marcello Minennaneo assessore al Bilancio della giunta Raggi, andrà in aspettativa dal suo incarico di dirigente dell’ufficio Analisi quantitative della Consob. Secondo Il Messaggero a deciderlo, dopo che nei giorni scorsi un gruppo di deputati Pd aveva sollevato la questione dell’incompatibilità tra i due incarichi, è stata la stessa commissione presieduta da Giuseppe Vegas nel corso di una riunione che si è tenuta venerdì. Il collegio dei commissari, stando al quotidiano romano, ha votato all’unanimità chiudendo così l’istruttoria sul caso. Minenna dovrà dunque occuparsi a tempo pieno della gestione delle Finanze e delle società partecipate del Campidoglio. Tre membri del collegio su cinque, scrive Il Messaggero, si sono espressi per far scattare la sospensione dal servizio in modo retroattivo, fin dal giorno della nomina.

A ufficializzarlo sarà lo stesso Minenna, che venerdì pomeriggio aveva definito “noiose” le polemiche sul doppio incarico spiegando che sarebbe stata appunto “la Consob a decidere se lasciarmi completamente libero di andare, concedendomi la aspettativa che è atto dovuto, ovvero tenere conto della mia dichiarata disponibilità a continuare a collaborare con l’Autorità di vigilanza, seppure in via necessariamente ridotta attesa l’importanza e complessità dell’incarico che ho assunto”.

In precedenza, il docente di Finanza che è da anni ai ferri corti con Vegas aveva affermato di voler mantenere la guida dell’ufficio Analisi quantitative, rinunciando però allo stipendio da assessore del Comune di Roma. Una scelta contestata in un’interpellanza urgente firmata da 36 parlamentari del Partito democratico al presidente del Consiglio, al ministro dell’Economia e a quello della Pubblica amministrazione, in cui si chiedeva di chiarire “gli orientamenti del governo rispetto all’incompatibilità, sancita dal decreto legge istitutivo e dal regolamento della Consob, del neo-assessore al Bilancio della giunta di Roma nel caso in cui mantenesse l’incarico come dirigente della stessa Consob”. Infatti il decreto legge di istituzione della Commissione, all’articolo 2, “stabilisce che ‘al personale in servizio è in ogni caso fatto divieto di assumere altro impiego o incarico o esercitare attività professionali, commerciali o industriali’. La situazione che si viene così a configurare desta stupore e preoccupazione”.