È tempo di dare un po’ di numeri, ma in senso buono e, soprattutto, con la cadenza consueta che accompagna i dati statistici forniti dall’Acea – associazione dei costruttori europei – che certifica per giugno 2016 una crescita ancora sostanziosa di immatricolazioni del nuovo, seppur in lieve flessione rispetto all’ultima tendenza. Il dato positivo fa dunque segnare un +6,5%, trentaquattresimo mese consecutivo di crescita nel vecchio continente, anche se complessivamente inferiore alla media del primo semestre di quest’anno che fa segnare un +9,1% sull’analogo periodo del 2015.

Trainanti, come sempre, i mercati principali con le migliori performance appannaggio di Italia (+11,9%), Spagna (+11,2%) e Germania (+8,3%). Unico paese importante in negativo è l’Inghilterra, che comincia forse a pagare l’effetto Brexit con un meno 0,8%. In particolare, il Gruppo FCA ha totalizzato in giugno il 12,9% in più rispetto all’anno passato (98.680 esemplari), praticamente il doppio della media europea, valore che innalza la quota di mercato europea mensile dal 6,2 al 6,5%, mentre quella relativa al semestre passa da 6,4% a 6,8%.

Forse anche per questi numeri positivi, proprio oggi FCA ha annunciato la revisione della propria politica commerciale, con i listini – di tutti i marchi – che saranno aumentati a partire dal prossimo 1 agosto, seppur non dichiarando di quanto. Sarà sostanzialmente la fine di sconti e promozioni in vigore, come si evince dalle parole di Gianluca Italia, responsabile FCA per il mercato italiano: “Aumentare i prezzi in base al mercato, all’inflazione, all’andamento dell’economia è prassi nel settore. FCA e la sua rete hanno chiuso un semestre soddisfacente, e, prima di apportare un aumento ai propri listini, abbiamo ritenuto che fosse corretto avvisare i consumatori che questo momento è imminente in modo tale che chi volesse cogliere le opportunità che le forti campagne commerciali di luglio offrono, potesse farlo prima di andare in vacanza. Nella seconda parte dell’anno ci aspettiamo che il mercato continui a crescere, ma meno rispetto al primo semestre. Quanto alle variazioni dei listini, non stiamo parlando di aumenti ininfluenti”.

La portata di questo cambio di strategia pare dunque significativa ma tutta da valutare coi primi numeri alla mano, oltre che da soppesare alla luce di quanto decideranno anche tutti gli altri costruttori che, bene o male, hanno condiviso sinora scontistiche e promozioni tutto sommato non dissimili. Certo è che, per gli operatori del settore, le nuvole nere paiono definitivamente dietro le spalle. Secondo il Centro Studi Promotor, infatti, la crescita dell’auto in Europa a giugno “segna un ulteriore passo avanti sulla strada che alla fine dell’anno porterà il mercato auto dell’Unione assai vicino ai livelli ante-crisi, che potranno essere raggiunti con ogni probabilità nel 2017. Proiettando l’incremento del primo semestre sull’intero anno si ottiene infatti un volume di immatricolazioni di 14.990.409 unità che è inferiore soltanto del 3,7% rispetto alle 15.573.611 unità immatricolate nel 2007”.

Messaggio ulteriormente rafforzato dalle considerazioni di Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, che vede decisamente in salute il futuro a quattro ruote: “la forte ripresa del mercato in un momento in cui la congiuntura economica dell’Unione non è particolarmente brillante e aumentano le preoccupazioni per il futuro, si può spiegare con il fatto che il settore dell’auto, soprattutto nella fascia mediterranea della zona euro, è stato colpito molto duramente durante la crisi e ciò ha comportato il rinvio di forti contingenti di domanda di sostituzione che stanno cominciando a scaricarsi sul mercato”.