Si dice che chi ben comincia è a metà dell’opera, in questo caso non so cosa potranno mai augurarsi i cittadini di Olbia con l’altra metà.

“Voglio fare il sindaco per la mia città perché la Olbia del futuro torni a essere felice, come dice il suo nome. Questa città deve tornare a essere il traino non solo della Gallura, ma di tutta la Regione. Dobbiamo dare serenità e sicurezza ai cittadini.”

Così parlò Settimo Nizzi (allora deputato di Forza Italia) nel febbraio scorso, quando venne candidato per la terza volta a ricoprire la carica di sindaco della città di Olbia (lo era già stato tra il 1997 e il 2007). Oggi, dopo cinque mesi e una intensa campagna elettorale “porta a porta”, Nizzi è nuovamente sindaco di Olbia, con il sostegno di Forza Italia ed altre liste.

Evidentemente però, qualcosa del programma di Nizzi ci deve essere sfuggito, forse una piccola clausola, una postilla, la solita minuscola nota in calce appena leggibile, l’asterisco che ti fotte: *Si avvisano i gentili cittadini che qualsiasi riferimento alla felicità è puramente casuale, qualsiasi immagine di serenità è solo a scopo dimostrativo e funzionale alla campagna elettorale.

Ieri sera, per l’appunto, Nizzi e la sua giunta comunale hanno ritenuto opportuno ricordare ai cittadini che aver eletto un sindaco di Forza Italia comporta delle semplici e chiare regole, prima fra tutte: qualsiasi tipo di libertà personale è assolutamente subordinata al rispetto del partito e del suo indiscutibile ed eccelso leader Silvio (ex) Cavalier Berlusconi il Magnifico. Rispolverando amabilmente il Minculpop del Ventennio fascista, la giunta comunale Nizzi ha attuato la sua prima vera azione politica dall’elezione come nuovo sindaco.

Ieri sera, presso la Biblioteca civica Simpliciana di Olbia, avrebbe dovuto tenersi un appuntamento legato alla rassegna letteraria Sul filo del discorso, il quale prevedeva la proiezione del film La Trattativa di Sabina Guzzanti, alla quale avrebbe dovuto partecipare via skype anche Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino ucciso dalla mafia. Il documentario, scritto e diretto dalla Guzzanti, ha come tema centrale la trattativa Stato-mafia negli anni Novanta. Grande è stato, in questi anni, l’impegno di Sabina Guzzanti affinché questo film venisse proiettato in tutti i cinema, i teatri e gli spazi di tutte le città italiane

Giusto nella mattinata di ieri è arrivato un comunicato stampa da parte dell’amministrazione Nizzi, il quale sostiene che la proiezione del documentario non può aver luogo poiché “Il film costituisce un’offesa ai milioni di elettori in tutta Italia che hanno nel tempo dato fiducia al partito e al suo Presidente. Il film e la sua regista mettono, in maniera assolutamente discutibile, in relazione la mafia e Forza Italia [….] Per tutte queste ragioni si ritiene fuori luogo, fuorviante ed inopportuna l’iniziativa e ci si scusa con gli ospiti per l’annullamento della manifestazione, annullamento che risponde a ragioni di etica, verità, correttezza. Quanto al Presidente Silvio Berlusconi, vadano a lui i migliori auguri di pronta guarigione affinché possa presto riprendere ad essere il padre nobile della politica del centrodestra italiano.”

Francamente, l’unica cosa che parrebbe fuori luogo qui è questo lirismo (o de-lirismo) nel finale, che mal si accosta alle buffe rappresentazioni di se stesso alle quali Berlusconi ci ha abituato. Ma al di là di ciò, questo comunicato rappresenta un vergognoso, becero e inaccettabile attacco alla libertà d’espressione, una censura vera e propria. La Guzzanti però non si arrende e fa sapere tramite i social che la proiezione si farà comunque in uno spazio alternativo: il ristopub Civico IV. La risposta del sindaco Nizzi non si fa attendere e intorno alle 21 manda un convoglio di macchine della polizia locale davanti al Civico IV, minacciandone la chiusura se la proiezione avrà luogo. “Per non creare difficoltà e problemi al titolare – hanno detto gli organizzatori – abbiamo preferito non far partire la proiezione”.

No, non stiamo parlando di un video sponsor su come arruolarsi in modo facile e veloce all’Isis o come uccidere più persone contemporaneamente con un solo kalashnikov, si tratta di un documentario sulla storia del nostro Paese, che parla di fatti realmente accaduti, di persone realmente esistite, di verità evidentemente scomode. Più di 500 persone si sono radunate nel locale del Porto Romano per un dibattito pubblico, la Guzzanti è arrivata intorno alle 22 e mezz’ora dopo la folla ha deciso di marciare davanti al Municipio in segno di protesta. Quello che è successo ad Olbia ieri sera è una vergogna non soltanto per la Sardegna, terra alla quale appartengo, nella quale sono nata e cresciuta, ma è una vergogna per l’Italia intera e per la sua storia. Il sindaco Nizzi era preoccupato che i temi del film potessero accostare Forza Italia alla mafia, mi pare chiaro che con questo atteggiamento ogni dubbio a riguardo sia stato sciolto.

Torna alla mente la celebre frase di Voltaire: “Disapprovo quel che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo” .