Siamo esseri umani: finché non ci scontriamo con un problema non pensiamo che possa esistere.
E con te mi sono scontrata a una festa:
“Hai bisogno che ti accompagni fuori?”
“Magari”.
Mi reggi il vino mentre spingo la carrozzina?”
“Non posso”.
“Che vuol dire che non puoi? Sei astemio?
“Col cazzo che sono astemio, ma sono tetraplegico e mi viene difficile tenerti il calice”.
Te lo incastrai tra le gambe per uscire da quel locale che non era minimamente “carrozzina friendly” e ti macchiai i pantaloni.
Da quando ti conosco ho cominciato a rompere a chiunque parcheggi senza evidenti problemi e/o apposito cartellino in evidenza nei posti riservati a portatori di handicap.
I tuoi occhi profondi, la tua discrezione nell’ascoltare i problemi degli altri, anche se erano sempre più stupidi di quelli in cui ti imbattevi ogni giorno, sapevi sempre come risolvere, semplicemente con la parola giusta al momento giusto.
Sapevi ascoltare. E lo facevi meglio di chiunque altro.
Sapevi scrivere. E facevi anche un ottimo caffè.
Un giorno mi dicesti che sognavi di vivere in barca.
ImageLa foto di sfondo del profilo Facebook di Lorenzo Amurri
Questo ti auguro, di avere sempre il vento in poppa visto che ieri hai deciso di partire.
Goditi il mare e respiralo a pieni polmoni.
Torna a correre e ballare fin quando non ne sarai stanco.
Bevi e mangia di gusto e fatti finalmente una bella cacata alla faccia nostra.
Ti prego, collega l’ampli e suona più forte che puoi perché per colmare il vuoto che hai lasciato c’è bisogno di un rock duro che risuoni in ogni angolo del cuore di chi ha avuto il privilegio di incontrarti. Ebbene sì, sarà sempre più forte la gioia di averti incontrato che il dolore di averti perduto.
Tu, che da seduto riuscivi a creare l’azione. La rivoluzione. La risoluzione.
Tu che con la libertà di pensiero creavi la libertà di movimento.
Luglio è il mese migliore per partire
Ora che sei libero viaggia leggero.
E fanculo, alza il volume.
Alla tua, maestro.. di coraggio e di vita.
Rock and roll.