Gomme lisce, deformate, non conformi o non omologate. Gli italiani al volante sembrano preoccuparsi sempre meno del corretto utilizzo e della manutenzione di una parte fondamentale, ma evidentemente sottovalutata, del proprio veicolo. Semplicemente perché è l’unica che assicura il contatto con l’asfalto, e ancor più in un periodo di esodi estivi come questo andrebbe trattata con riguardo.

L’uso del condizionale sottolinea come in realtà ciò spesso non avvenga. Secondo i dati raccolti dal progetto Vacanze Sicure, che da 13 anni vede impegnate a braccetto Assogomma e la Polizia Stradale in controlli periodici nelle varie regioni italiane, rispetto ai numeri degli anni precedenti (2,5% e 3%) l’ultimo rilevamento ha evidenziato che la percentuale dei mezzi in circolazione con gomme lisce sia più che raddoppiata: 7% per le autovetture e 8,5% per il trasporto leggero.

In aumento anche il fenomeno pneumatici non omogenei, ovvero differenti per marca e modello montati sullo stesso asse o per diverso tipo sui due assi. Esempio? Gomme invernali all’anteriore e estive al posteriore, un classico. Il 6% delle vetture e il 15% dei mezzi per il trasporto leggero controllati presentano questa anomalia. Per non parlare di chi gira con le invernali d’estate e le estive d’inverno, forse ignaro che a rimetterci è la sicurezza oltre che i consumi.

In generale, il 16% delle vetture ed il 28% di furgoni controllati dalla Polstrada hanno presentato non conformità. Percentuali che salgono rispettivamente al 20,3% e al 32,4% se si considerano anche i mezzi sprovvisti di revisione. In pratica, quasi un auto su cinque e quasi un van su tre. Francamente, troppo.