“Abbiamo messo in piedi una squadra con Alberto che spaccheremo il mondo”. Quella che l’ex parlamentare Domenico Kappler chiama banalmente “squadra”, in realtà, per la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria è “una stabile organizzazione con predisposizione di fondi neri e ripartizione degli incarichi corruttivi in un contesto organizzato che è tipico di soggetti professionalmente dediti a sviluppare la propria attività aziendale ed incrementare la propria capacità economica e di accaparramento di flussi economici pubblici, praticando professionalmente la corruzione”. Senatore di Alleanza nazionale dal 2001 al 2006, Domenico Kappler è stato commissario per la Calabria di Fratelli d’Italia fino a quando, il 30 giugno, ha ricevuto l’avviso di garanzia.

Leggendo però il decreto di fermo dell’inchiesta “Reghion”, che ha portato al suo arresto, sembra che i rapporti con la Calabria siano stati più imprenditoriali e di affari che incentrati sull’attività politica del partito della Meloni. Socio occulto dell’imprenditore Alberto Scambia (anche lui fermato oggi dai carabinieri), infatti, Kappler è stato amministratore delegato della società pubblica Risorse per Roma spa, società in house partecipata interamente da Roma Capitale per gestire le attività di alienazione del patrimonio immobiliare capitolino.

L’appalto da 250milioni di euro e il ruolo dell’ex senatore di An
Gli interessi reggini del politico di Anzio riguardavano l’appalto, da 250 milioni di euro, per il completamento e l’ottimizzazione del sistema di depurazione delle acque e la gestione delle risorse idriche. Un bando che, grazie al dirigente comunale Marcello Cammera, il raggruppamento di imprese composto dalla spagnola “Acciona Agua Servicios S.L.” ed “Idrorhegion S.c.a.r.l. S.r.l.”, si è aggiudicata con un ribasso dello 0,1%.

Un risultato dietro il quale, secondo gli inquirenti, c’è il lavoro certosino di Domenico Kappler che, “pur non ricoprendo all’interno di Acciona-Idrorhegion alcuna carica formale – scrivono i carabinieri in un’informativa – è di fatto intraneo ai vertici decisionali del gruppo. Egli è certamente il personaggio deputato a finalizzare gli accordi corruttivi decisi da Alberto Scambia, Luigi Patimo e Domenico Barbieri, utilizzando la propria rete relazionale nell’ambito della pubblica amministrazione capitolina”.

Il sistema era sempre lo stesso: quello delle “mazzette” sotto forma di consulenze o posti di lavoro per parenti e amici. “Domenico Kappler – è scritto nel decreto di fermo – ha avuto, già, un ruolo di primo piano nel confezionare il prezzo di una delle corruzioni di Marcello Cammera sotto forma di incarico professionale conferito dalla società, interamente di proprietà di Roma Capitale, denominata Risorse per Roma della quale era, all’epoca dei fatti, Presidente del Consiglio di Amministrazione”. Ripeterà lo stesso schema con il funzionario Bruno Fortugno “promettendo ed adoperandosi fattivamente per concretizzare la promessa di assumere (o fare conseguire un remunerativo incarico) il figlio Giandomenico, all’interno di Acea Spa o di una società da quest’ultima controllata”.

Romeo, Kappler e la destra eversiva
Paolo Romeo e Domenico Kappler non si sono mai incrociati. Né in Parlamento (il primo è stato deputato del Psdi negli anni ’90, il secondo è stato eletto nel 2001) né nell’ambito di questa indagine. Eppure, secondo i pm della Dda, mettono in relazione gli affari per la gestione dei servizi idrici del comune di Reggio con quella che può essere definita la super associazione segreta che tiene sotto scacco la città.

“Ciò che è più inquietante – scrivono i magistrati nel decreto di fermo – è come una siffatta sfera d’interessi sia presto entrata in sinergia operativa con i principali esponenti dell’associazione segreta operante in Reggio Calabria, funzionale ad agevolare gli interessi della ndrangheta. Peraltro, inquieta constatare come (benché non vi sia stata la prova di contatti tra i due) tra gli esponenti di spicco del sistema criminale calabrese e di quello romano si registri la presenza di due esponenti di spicco della storica destra politica (Paolo Romeo e Domenico Kappler), nel cui ambito si sono generati quei sistemi relazionali a sfondo eversivo (si rammenta l’ausilio alla latitanza di Franco Freda, occultato in Reggio Calabria, con la complicità ed il concreto sostegno di esponenti di primo piano della cosca De Stefano) che hanno costituito il brodo primordiale dell’associazione segreta collusa con la componente riservata che governa la ndrangheta. La sinergia registrata, insomma, rappresenta un esempio classico e raffinato, di strumento d’infiltrazione della ndrangheta nei flussi di spesa pubblica”.

“Kappler voleva scappare all’estero”

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio e i magistrati della Direzione distrettuale antimafia sono sicuri: l’ex senatore Kappler stava progettando la fuga. Da alcune settimane, gli indagati dell’inchiesta “Reghion” avevano il timore di essere finiti nel mirino della Procura. Timore che era aumentato a causa del ritardo nella stipula della convenzione tra la cordata di imprenditori e il comune.

A dare agli inquirenti la certezza che Domenico Kappler stesse pensando di allontanarsi dall’Italia c’è una intercettazione telefonica dell’8 giugno tra l’indagato e una sua collaboratrice, tale Annalisa, alla quale Kappler chiede di informarsi presso il comune di Anzio in merito al rilascio della Carta di identità valida per l’espatrio. “Senti una cortesia, – è la voce dell’ex senatore che si rivolte alla collaboratrice – ti potresti informare al comune di Anzio che cosa serve per fare, io non ho la carta di identità… E cosa serve e quanto tempo ci vuole, a me serve quella per l’espatrio ovviamente”.

Kappler vuole che la carta di identità sia pronta in tempi brevi. Il 14 giugno il nervosismo del senatore aumenta. Spunta un’altra telefonata a un tale Stefano: “L’unica cosa a me serve per metà settimana prossima … E valida per l’espatrio”. “Non ti preoccupare, – è stata la risposta – stai tranquillo… Per il fine settimana è pronta”. Non ha fatto in tempo a usarla che i carabinieri stamattina hanno bussato alla sua porta.

modificato da redazioneweb alle 13:31 del 13 luglio