Il Campionato europeo ha saziato il fatturato dell’audience di Rai Uno e, complice l’estate, l’ha indotta a giocare al ribasso, badando a risparmiare. Si sono aperte così momentanee fratture nella continuità delle abitudini d’ascolto perché qualche spettatore del primo canale si è permesso di gironzolare soffermandosi a guardare offerte della concorrenza che di solito avrebbe trascurato. Così è accaduto sabato 9 luglio, vigilia della finale tra Francia e Portogallo. Rai Uno si è affidata al riempitivo di una fiction, Canale 5 stava anche lui coi remi in barca, e così è apparso per un attimo, come nello specchio deformante che distorce verso la normalità lineamenti di un volto deforme, un equilibrio del sistema televisivo fortemente diverso rispetto a quello consolidato da anni.

Certo, a luglio, col caldo e con le mogli in vacanza, la platea era ridotta ai minimi termini (14 milioni di media, misura che un tempo non accadeva neppure a Ferragosto) e le tre reti generaliste della Rai si sono fermate al 27,4%. Però è successo che anche l’insieme del generalismo Mediaset si sia rattrappito al 23,5%. E così i due giganti del duopolio, che è ancora tecnicamente in essere anche se senza cervello, hanno a malapena superato la soglia del 50% degli ascolti. È successo infatti che, almeno per una serata, si è passati dal generalismo concentrato a quello sparpagliato.

La7 ha rastrellato quasi il 4%, risultato davvero inusuale per il sabato di quel canale che con più difficoltà degli altri è “percepito” dalla classica platea del week end, dove s’alza la quota degli spettatori più abitudinari e meno adusi ai pruriti intellettuali (pochi) e al dibattito (torrenziale) che stanno a La7 come le pratoline alla Primavera. E poi c’è stato il trionfo di Discovery e della sua coorte di canali che frullano sesso, galateo e cucina, in salsa di Amici. Qui è arrivato il 7,3%, superando Rai2 e Rai3, nonché Italia 1 e Rete 4. e pareggiando il risultato di Canale 5. E sommati insieme La7 e Discovery hanno pareggiato il dato di Canale 5. Un semplice sogno in una notte d’estate o una tentazione verso il futuro? Non è che se Cairo e Malone si alleassero nel vendere spot e promozioni potrebbero davvero contendere a Publitalia un bel po’ di ricavi provenienti dalla pubblicità che cerca il pubblico disimpegnato del consumo generalista? Tanto più che quello di Canale 5 è un generalismo a scadenza più o meno prossima, man mano che invecchiano i ragazzini e gli adolescenti che il loro paradiso perduto lo hanno vissuto fra i Puffi e Cristina D’Avena. Riusciranno i nostri eroi (La7 e Discovery) ad alzare gli occhi dagli orticelli alla prateria? Domande azzardate. Ma almeno ci danno un po’ di suspense in vista della stagione che viene.