Un uomo sconosciuto, un complice che spunta all’improvviso e una violenza sessuale che va in onda in una strada buia vicino alla spiaggia. E mentre le indagini sono in corso, il sindaco del città ha un’idea: mettere una “taglia” sulla testa degli aggressori. È quello che è successo a Cinisi, dove una ragazza di 15anni ha telefonato ai carabinieri mentre era ancora sotto choc, raccontando la terribile esperienza di cui era stata vittima: afferrata da un uomo con diversi tatuaggi sulle braccia e sul corpo, è stata trascinata in una stradina buia nei pressi della spiaggia di Magaggiari a Terrasini, vicino alle piste dell’aeroporto di Punta Raisi.  È lì che sarebbe andato in onda l’episodio di violenza sessuale raccontato dalla giovane: sul luogo, nel frattempo, era comparso anche un complice dell’aggressore, che però sarebbe rimasto in auto. Il racconto dell’adolescente, che è apparso molto confuso agli investigatori, ha fatto scattare le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo. La ragazza, invece, è stata trasportata dai sanitari del 118 prima all’ospedale di Partinico poi all’ospedale Civico a Palermo.

Nel frattempo il sindaco di Cinisi, Giangiacomo Palazzolo, ha deciso di collaborare alle indagini a suo modo, e cioè mettendo una sorta di “taglia” sugli aggressori. Il primo cittadino, infatti, ha firmato un’ordinanza con la quale ha stanziato la somma di 10 mila euro da consegnare a chi fornirà notizie utili per risalire ai due uomini che avrebbero aggredito la giovane. “È un modo concreto – dice Palazzolo – per cercare di avere notizie utili per risalire all’identità delle persone coinvolte in questa bruttissima vicenda che mi ha molto amareggiato. Spero in questo modo di dare il mio contributo alla scoperta della verità. Sono vicino alla famiglia della ragazza e sono addolorato per una violenza che ha ferito la mia comunità”.

Il comune di Cinisi, tra l’altro, ha potuto facilmente stanziare la somma di 10 mila euro, perché non ha problemi di liquidità: incassa, infatti, il denaro proveniente dalle contravvenzioni applicate alle auto in sosta nel vicino parcheggio dell’aeroporto di Palermo. “Se questa cifra può servirci a individuare gli autori della violenza – ha continuato il sindaco – è davvero ben spesa. Io sono responsabile per tutto quello che accade nel mio paese e devo essere concreto. Non voglio creare commistioni con le forze dell’ordine, ma aiutarle. Un’aggressione di questo tipo è un fatto inedito per noi”.

I carabinieri, intanto, hanno già interrogato alcune persone che avrebbero fornito elementi utili alle indagini. L’uomo con i tatuaggi, che secondo i racconti dell’adolescente avrebbe almeno una trentina d’anni, sarebbe già stato individuato e anche riconosciuto dalla vittima: interrogato, avrebbe però dimostrato agli investigatori che al momento dell’aggressione si trovava in un’altra zona della provincia. I militari stanno dunque svolgendo ulteriori verifiche sull’alibi dell’uomo, che al momento è stato denunciato a piede libero.