Dodici anni e una semifinale persa più tardi, il Portogallo torna a giocarsi la vittoria di un Europeo. Lo fa centrando il primo successo nei novanta minuti in sei partite. La vittima del cinismo lusitano è un Galles che sogna per quarantacinque minuti e crolla in appena quattro giri di orologio. Quanti ne bastano a Cristiano Ronaldo per stravolgere il giudizio sulla sua avventura francese grazie a un assist e a un gol, che lo porta a quota 9 in carriera nella competizione continentale come Michel Platini. Uno stacco imperiale della stella del Real e una sua sassata deviata da Nani stordiscono i gallesi, incapaci di riaprire la partita come fatto dopo lo svantaggio nei quarti. Senza Davies e soprattutto Ramsey, assenti per squalifica, la manovra degli uomini di Coleman non è frizzante come al solito. Eppure fino a quell’infinito volo di Ronaldo sulla testa di Chester erano stati proprio Bale e compagni ad abbozzare le azioni migliori mentre di fronte il Portogallo si era limitato alla solita giostra di passaggi orizzontali fino a schiantarsi sulla trequarti davanti all’ordinata difesa del Galles, poi sbriciolatasi in un amen all’inizio della ripresa.

Sono il 48 e il 52 i minuti che cambiano la storia della partita e spediscono i lusitani in finale. L’ultima volta fu nel 2004, nell’Europeo di casa, quando poi ci pensò Charisteas a fermarli con un’inzuccata molto simile a quella di Cristiano, il primo giocatore a disputare tre semifinali di Europeo. Sarà un segno del destino, un buon viatico verso la sfida a Francia o Germania del 10 luglio, fatto sta che in quel momento la favola del Galles si sgonfia in un attimo. Un tiro ancora del fenomeno del Real, nato da un confuso disimpegno di testa, viene deviato da Nani che manda fuori tempo Hennessey per il raddoppio, poi Joao Mario sfiora il tris mentre non bastano gli ingressi di Vokes, Church e Williams per costruire una reazione concreta all’uno-due micidiale subito dai gallesi.

Che nel primo tempo avevano costruito due occasioni con un commovente Bale. L’altra stella del Real si è ritrovato troppo isolato accanto a Robson-Kanu nel 3-5-2 orfano di Ramsey ma ha provato a rendersi pericoloso nonostante molteplici momenti da ‘tuttocampista’ per aiutare i compagni. Comunque troppo poco anche se unito a molto possesso e dominio territoriale prima dell’intervallo. E pur sempre qualcosa in più del Portogallo che fino al vantaggio non aveva mai tirato nello specchio. Ci riesce con frequenza dopo (Danilo Pereira e ancora Ronaldo i più vicini al tris) motivando la qualificazione alla finale, alla quale arriva da imbattuto in tutto l’Europeo e con zero gol subiti nella fase a eliminazione diretta. La difesa ha retto anche davanti al Galles nonostante le assenze di Pepe e William Carvalho, giocatore chiave nell’equilibrio della mediana in fase di non possesso. Un segnale importante in vista della sfida a una tra Francia e Germania. La squadra che arriva sempre a un passo dal vincere è di nuovo lì, sospesa tra l’ennesima delusione e la fine di un incubo.