S’ispiravano alla fiction Gomorra, gestivano un arsenale, chiamavano i carabinieri “cani al guinzaglio“. Ed è per questo motivo che l’ultima operazione dei carabinieri del comando provinciale di Pavia è stata ribattezzata Cave Canem. Sono 24 le ordinanze di custodia cautelare firmate dal gip di Pavia, Carlo Pasta, su richiesta del procuratore aggiunto Mario Venditti e dei sostituti Mario Andrigo e Roberto Valli: dieci persone sono finite in carcere, undici ai domiciliani, per 3 è scattato l’obbligo di dimora, mentre sono 56 i soggetti indagati a piede libero.

Facevano tutti parte di un’associazione criminale che aveva tentato conquistare Vigevano e la zona della Lomellina. “Un modello delinquenziale – è la descrizione degli investigatori – con metodologie riconducibili a quelle peculiari delle consorterie utilizzate nelle terre di origine, che ha tentato di assumere il pieno controllo della città ducale, grazie ad una marcata penetrazione nel tessuto sociale e commerciale e con aderenze in alcuni settori della pubblica amministrazione che ne hanno amplificato la pericolosità”.

Il gip di Pavia ha ritenuto i componenti dell’associazione concretamente e notevolmente pericolosi, “trattandosi di soggetti che hanno agito all’interno di un contesto organizzato, con ampia disponibilità di armi e che hanno dimostrato di aver fatto della commissione di delitti un’abitudine di vita”.

Si tratta in pratica di ex giovani malavitosi che negli ultimi tempi si sono trasformati in boss di spessore: si ispiravano ai personaggi criminali della fiction Gomorra, ed erano arrivati ad esaltare i loro trascorsi criminali  con un video musicale rap postato sul web.  Alcuni degli arrestati, continuano sempre gli investigatori, si vantavano dei loro misfatti con le amanti e con i figli che portavano sui luoghi dei reati “per ostentare il loro operato ai fini di indottrinamento”.

Il clan disponeva di un vero e proprio arsenale, dato che sotto sequestro sono finite: 9 pistole, un fucile semiautomatico, un fucile a canne mozze, un fucile a pompa, 4 carabine con sistemi di precisione ottici, una penna/pistola, una bomba artigianale, migliaia di cartucce e proiettili più alcuni passamontagna e maschere per compiere rapine. Inoltre sono stati sequestrati più di 2 chili di marijuana e 500 grammi di cocaina pura, due targhe di auto risultate rubate, 6 mila euro in contanti e sei banconote da 50 euro false.

Oltre alla costituzione di un’associazione per delinquere, sono stati contestati 14 episodi di porto, detenzione o cessione illegale di armi, 21 incendi dolosi, di cui 5 a fini estorsivi, 14 danneggiamenti  di cui 3 a fini estorsivi, 5 estorsioni, 14 furti ad abitazioni ed esercizi commerciali, 3 tentativi di rapina, numerose truffe a compagnie assicurative mediante falsi incidenti stradali.

Le intercettazioni dell’indagine hanno captato poi il modo di esprimersi degli appartenenti all’associazione criminale linguaggio criminale: i cani “con il guinzaglio” erano le forze dell’ordine in divisa, mentre quelli “senza guinzaglio” erano quelli in borghese.