Beau Salomon e Federico Carnicci. Il primo: 19 anni, statunitense, a Roma per frequentare un corso estivo alla John Cabot University. Il secondo: 27 anni, di Pontedera, nella capitale ci viveva. Sotto i ponti, da punkabbestia. Entrambi scomparsi, entrambi ritrovati cadavere nel Tevere a distanza di giorni. Salomon a inizio settimana, Carnicci esattamente un anno fa, il 17 luglio 2015. Vite completamente diverse, ma troppe cose in comune, non solo il Tevere. Massimo Galioto, ad esempio. Il 41enne senzatetto romano, accusato dell’omicidio dello studente americano, resterà in carcere perché il fermo di polizia nei suoi confronti è stato convalidato. E lì, in carcere, Galioto potrebbe esser costretto a parlare di fronte agli inquirenti di Federico Carnicci, di cui lui e la sua fidanzata (Alessia Pennachioli) erano amici.

Era il 7 luglio scorso quando Carnicci scomparse nel nulla. Lo ritrovarono morto dieci giorni dopo. La vicenda ha molte similitudini con la morte di Beau Solomon. Forse troppe. Tanto che sia i parenti di Carnicci che l’avvocato di famiglia Carmine De Pietro hanno chiesto di fare chiarezza sulla morte del 27enne. “Galioto deve dire la verità, tentò di rapinarlo” hanno detto i familiari al fattoquotidiano.it (leggi). Il legale, invece, presenterà una istanza formale al pm Francesco Scavo per chiedere la riapertura delle indagini dopo l’archiviazione dell’aprile scorso. Galioto, in quell’inchiesta, non è mai stato ascoltato dai pm, che invece interrogarono la compagna così come avvenuto dopo la morte di Beau Salomon. Nella sua ricostruzione Alessia Pennachioli affermò che quando Carnicci cadde nel fiume lei stava dormendo nella tenda. Secondo l’autopsia il 27enne è morto per shock termici, negativi gli esami tossicologici. A dare impulso alla richiesta della famiglia e dei legali anche alcune chat di amici della coppia di senzatetto. Su Facebook i riferimenti a quanto accaduto a Federico Carnicci sono costanti, al pari del collegamento diretto con il caso di Beau Salomon.

Tutto mentre Galioto è in carcere. Il 41enne, per il quale il gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo il legale dell’uomo, Michele Vincelli “il quadro indiziario è ancora lacunoso e necessita di ulteriori approfondimenti”. Galioto si è dichiarato innocente. Il legale ha riferito che il clochard sostiene di “essere stato messo in mezzo da altri” e che “quella notte, sulla banchina, non era solo. I ladri che poco prima avevano derubato Solomon della carta di credito erano scappati subito dopo il furto”. Secondo quanto emerso dall’autopsia, Solomon è morto annegato, poco dopo essere caduto nel fiume (leggi). La scena è stata ripresa da alcune telecamere di sorveglianza. Per quanto accaduto a Federico Carnicci, invece, non ci sono mai stati video. Solo testimonianze. E voci. Che ora sono scritte nero su bianco nella richiesta dei legali e nelle chat su Facebook.