Di sport utility non ce n’è mai abbastanza, specie se di taglia medio piccola come il mercato li vuole. E, magari, premium. I buoni riscontri di Fiat 500X e Jeep Renegade insegnano che se all’architettura preferita del momento abbini pure una certa dose di lusso, fai bingo.

E’ il caso, o almeno così si augurano gli strateghi tedeschi, dell’Audi Q2: il primo “mini” suv dei Quattro Anelli, che dopo esser stato svelato all’ultimo salone di Ginevra inizia la sua prevendita proprio nel periodo estivo con un listino che parte da 25 mila euro circa. Ma sale inevitabilmente con gli optional e i vari “pacchetti”, così come se si desidera avere anche la trazione integrale.

Al lancio, non manca certo la scelta tra i vari motori a disposizione: 1.0 TFSI da 116 CV, 1.4 TFSI da 150 Cv e 1.6 TDI da 116 Cv, tutti a trazione anteriore, a cui si affianca il 2.0 TDI da 150 e 190 CV con trazione Quattro. A questi bisognerà poi aggiungere, in un secondo momento, il 2.0 TFSI da 190 cavalli, anch’esso dotato del noto sistema Quattro.

Passando dal versante squisitamente meccanico alle dotazioni, non si può non parlare della tecnologia. Quella, ad esempio, dei vari sistemi di assistenza alla guida: dal cruise control adattativo al sistema di mantenimento della corsia attivo, così come lo sterzo. Fino ad arrivare al Pre Sense Front, congegno di serie basato sull’azione di sensori che individuano pedoni o ostacoli sulla strada e se del caso “avvertono” la centralina che è in grado di attivare una frenata d’emergenza e fermare l’auto.

E’ l’abitacolo (dove nonostante il 4,19 metri di lunghezza c’è spazio a sufficienza), tuttavia, il regno dell’esperienza tecnologica a 360 gradi. C’è uno schermo touch con comandi vocali, da cui gestire fra l’altro il proprio smartphone grazie ad Apple CarPlay e Android Auto. C’è poi una SIM card, che fa parte di Audi Connect e può essere usata in tutta Europa senza costi aggiuntivi, se si sceglie l’apposito pacchetto: tramite questa si può navigare in Google Earth e Street View o interagire coi social network, e magari controllare la propria casella di posta elettronica. In opzione, infine, si può anche avere un hot-spot per wifi.