Qualche giorno fa ricevo una mail da parte della senatrice del Pd, Anna Maria Carloni, con la quale mi informa di aver presentato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riguardante la (non) attuazione della legge sull’autismo. Nella nota si denunciano le insormontabili difficoltà che in Campania la legge starebbe incontrando a causa della legge regionale di Stabilità 2016. La senatrice dichiara giustamente indignata come “i tetti di spesa rappresentino la causale, ovvero lo strumento pretestuoso, attraverso cui si disattende la legge regionale n. 16 del 2014”.

Dopo un breve stato di confusione iniziale ed il ricorrente bruciore di stomaco che mi assale ogni qualvolta rileggo che i finanziamenti riservati alla disabilità sono sempre “a legislazione vigente” e quindi assolutamente inadeguati, sono stato assalito da un dubbio angoscioso. La senatrice firmataria della interrogazione e le sue due colleghe militano da sempre nel Partito democratico che è la forza principale nel governo nazionale e nella Regione Campania. Tutte le leggi riservate a temi di interesse sociale promosse dal Partito democratico negli ultimi venti anni sono state sempre vincolate dai tetti di spesa e dal principio della spesa storica a legislazione vigente.

Mentre l’antiacido che avevo ingerito stava facendo il suo effetto ho lentamente rimesso in ordine i miei pensieri. Da cittadino devo ritenere con una certa dose di preoccupazione che fino ad oggi le senatrici ignorassero quello che hanno votato nelle aule parlamentari negli ultimi 10 anni. Questo sarebbe un fatto grave. Da medico posso ipotizzare che si trovino sull’orlo di una crisi di nervi e/o di una sindrome dissociativa. Questo sarebbe altrettanto e forse più grave.

L’unica certezza è che quasi nessun bambino e giovane autistico in Campania si accorgerà degli “sforzi” di questo incredibile Parlamento. E questo, purtroppo, care senatrici del Partito democratico, è l’aspetto più terribile.

P.s. E una volta per tutte smettetela di meravigliarvi che chi va a votare scelga il Movimento 5 stelle o, come a Napoli, De Magistris.